Buone sorprese dai dati macro europei

Sono positive le ultime pubblicazioni dei dati macro europei, che sorprendono con la nuova stima flash dell’inflazione europea per il mese di gennaio che, in linea con l’evoluzione dei dati nazionali in Germania e in Francia, è risultata essere superiore a quello che è il consenso dei principali analisti finanziari europei, ponendo così a segno un importante recupero rispetto alla situazione previgente. Continue reading

Prodotti agricoli, timori di eccesso di offerta penalizzeranno il 2017

Gli elementi alla base della debolezza del comparto dei prodotti agricoli, già in buona vista per tutto lo scorso esercizio, sono rimasti immutati anche sul finale di 2016, portando ad una performance annuale negativa pari a -5,4 per cento. Le buone condizioni meteo generalizzate stanno ancora supportando una forte produzione cerealicola, l’accumulo di riserve e prospettive di rialzo dei prezzi, nel 2017, molto contenute. Continue reading

Azionario area euro, variazioni contenute in attesa del referendum

L’indice Euro Stoxx nel corso delle ultime settimane ha mostrato una variazione piuttosto contenuta su base settimanale ma al suo interno si nota una divergenza netta tra l’andamento dei settori favoriti dalla strategia economica del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump (o, meglio, del futuro presidente), per esempio le materie prime, e quelli penalizzati da un incremento del rischio politico in Europa e quindi le banche. I mercati guardano con apprensione al referendum costituzionale italiano di domani, cui faranno seguito le elezioni in Austria e quelle in Olanda Francia e Germania nel 2017. Continue reading

Petrolio e cambi: momento difficile per gli investitori

Non è certo il momento più semplice per gli investitori del comparto Forex e Commodities. E il perchè è sotto gli occhi di tutti: lo scenario elettorale statunitense da una parte, e le incertezze sugli accordi OPEC e non OPEC dall’altra, sembrano contraddistinguere un contesto nel quale è molto difficile compiere delle previsioni a breve e brevissimo termine. Continue reading

Ecco i dati da non perdere nella settimana Forex

La scorsa è stata una settimana fortemente influenzata dai dati americani e, in principale modo, dall’employment report di venerdì. I dati sul mercato del lavoro sono stati sostanzialmente positivi (non tragga in inganno il marginale incremento del tasso di disoccupazione, che è passato dal 4,9 per cento al 5 per cento) e confermano pertanto la formazione di uno scenario di crescita economica e di piena occupazione. Continue reading

Dollaro australiano, la Banca centrale lascia i tassi invariati

Come ampiamente e unanimemente atteso dagli analisti, la Reserve Bank of Australia ha lasciato i tassi di interesse invariati al livello pari a 1,50 per cento, dopo il taglio che è avvenuto nel corso del mese precedente. In seguito a tale novità, peraltro – ripetiamo – particolarmente attesa, il dollaro australiano si è rafforzato portandosi da 0,75 a 0,76 AUD/USD, in modo piuttosto coerente con la valutazione dello scenario proposta dalla Reserve Bank of Australia, che è rimasta sostanzialmente identica a quella dell’ultima riunione. Continue reading

Mercato azionario debole, sconta già i tassi fermi della Fed a settembre?

Il mercato azionario americano continua a vivere una condizione di relativa debolezza. Quanto basta per poter propendere verso la valutazione che, probabilmente, il mercato sta già scontando la possibilità che la Federal Reserve non produrrà alcun rialzo dei tassi di riferimento a settembre. Non solo: oltre che a settembre, le possibilità che la Fed possa optare per un rialzo dei tassi nel corso della fine dell’anno stanno gradualmente diminuendo e, ad oggi, le stime di consenso danno una probabilità di crescita dei Fed Funds nel corso dell’ultima sessione dell’anno al 43%. Dunque, meno di un’opinionista su due ritiene che a distanza di un anno la Fed romperà nuovamente gli indugi e produrrà un ulteriore incremento, forse di soli 25 bp, dei tassi di riferimento. Continue reading

Sterlina apre in calo la settimana

La sterlina ha aperto la settimana in corso con una flessione che l’ha condotta a passare dalla quota di 1,32 a 1,31 GBP/USD. A pregiudicare la tenuta di posizione della valuta britannica sono state le letture finali del PMI manifatturiero, che è stato rivisto al ribasso a 48,2 punti dal 49,1 punti della stima preliminare. Il dato, di luglio, riflette l’effetto negativo di Brexit, ed è uno dei primi dati macroeconomici che sembra inglobare in maniera più efficace il trend assunto dalle valutazioni post referendum dello scorso 23 giugno. Continue reading

Oro ancora vicino a 1.330 dollari

In questi giorni l’oro continua a scambiare vicino a quota 1.330 dollari. Appare evidente, in tal frangente, che i mercati siano ancora prezzando una bassa probabilità di rialzi dei tassi di interesse di riferimento da parte della Federal Reserve, l’istituto monetario a stelle e strisce, nel corso del 2016 e perché crescenti preoccupazioni riguardo un peggioramento dello scenario economico globale stanno alimentando la domanda di beni rifugio. Continue reading

Dollaro, la Brexit non spaventa la Federal Reserve

La Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, formalizzata in seguito al referendum del 23 giugno, non sembra spaventare gli Stati Uniti e, in particolar modo, la Federal Reserve. Stando alle dichiarazioni emerse nel corso degli ultimi giorni, infatti, la massima istituzione monetaria federale a stelle e strisce è sembrata rassicurare gli operatori e gli stakeholders, affermando che, in fondo, non c’è nulla di cui esser preoccupati, e non vi è nulla da temere su quanto sta accadendo nel vecchio Continente in seguito all’uscita del Paese dall’UE. Continue reading