Fare trading sui minimi o sui massimi?

Ai neofiti potrebbe apparire inefficace, ma fare trading sui massimi livelli potrebbe realmente rappresentare una strategia molto accorta per cercare di lucrare sui nostri impieghi nel Forex e nelle opzioni binarie. Ma come funziona la strategia di trading sui massimi livelli? Quali sono le accortezze che sarebbe opportuno cercare di tenere in considerazione se si sta realmente considerando di approcciare a una simile strategia? Continue reading

Come investire nei mercati finanziari grazie al grafico Renko

Molto meno noto rispetto ad altre formazioni grafiche, il grafico Renko può rappresentare un valido aiuto per tutti gli investitori che desiderano poter impiegare il proprio tempo e il proprio denaro nel tentativo di prevedere l’evoluzione di un asset. Ma da cosa è formato il grafico Renko? Come costruirlo? E come interpretarlo correttamente? Continue reading

Money management, regole di base per salvaguardare il capitale

Tutti i trader interessati ad approfondire i temi del money management, potrebbero far avviare la loro avventura da un dato che – semplificazioni a parte – potrebbe essere più che mai valido: la salvaguardia del proprio capitale. Applicare una strategia di money management significa infatti cercare di avere a maggior cuore il proprio patrimonio, con particolare riferimento al drawdown, ovvero alla quota massima di denaro che si ritiene di poter perdere con l’attività di trading, meglio espressa in termini percentuali rispetto al capitale totale a disposizione. Continue reading

Dove investire dopo l’avvio del Quantitative Easing

Come era ampiamente prevedibile, la Bce di Mario Draghi ha varato la sua nuova strategia di Quantitative Easing, un’iniziativa ultra espansiva che dovrebbe inondare di nuova liquidità il mercato bancario, generando – a parità di altre condizioni – un potenziale effetto positivo su tutto il mercato azionario. Ma cosa accadrà nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi? Dove indirizzare le proprie preferenze di investimento? Continue reading

Perchè i neofiti perdono soldi con il trading binario?

Il trading binario è una modalità di investimento che può comportare significativi guadagni in capo all’investitore che, oculatamente, riesca a impiegare congruamente il proprio denaro nel mercato finanziario. Tuttavia, così come è facile cercare di guadagnare del denaro con il trading sulle opzioni binarie, è – purtroppo! – altrettanto semplice perdere il capitale che si è deciso di destinare alle operazioni di investimento online. Ma per qualche motivo i neofiti perdono soldi con così tanta facilità con il trading binario? Dove sbagliano?

Secondo quanto affermano le statistiche più recenti a nostra disposizione, oltre l’80% delle operazioni di investimento poste in essere dai trader neofiti conduce a una perdita. E, nel corso di meno di un anno, il capitale investito dai trader alle prime armi giunge a conclusione, creando un forte e profondo senso di disaffezione nei confronti del trading binario, e allontanando così definitivamente tanti investitori dal business delle opzioni binarie.

Ebbene, il primo e più grande errore che i trader neofiti commettono, è quello di peccare di prudenza. La prudenza dovrebbe infatti essere il principale “comandamento” per gli gli investitori dell’ultima ora che, invece, si fanno abbagliare con troppa immediatezza dalla possibilità di conseguire un facile guadagno sul trading binario, e pongono in essere delle aperture di posizioni senza la necessaria conoscenza delle dinamiche di mercato.

La regola fondamentale che i trader non professionisti dovrebbero imparare a conoscere è pertanto questa: il guadagno facile non esiste. Esiste sì il guadagno, ma la redditività non è semplice, e se è pur vero che si possono guadagnare grandi cifre in pochi secondi, è bene soffermarsi per qualche minuto a riflettere che nello stesso frangente temporale è comunque possibile smarrire la retta via, e bruciare il proprio capitale investito.

Proprio per questo motivo i trader che sperimentano per le prime volte gli investimenti nel trading binario dovrebbero soffermarsi con particolare attenzione sui rischi del loro impiego, oltre che sui vantaggi. Il tutto, all’interno di una strategia pianificata che sarà opportuno cercare di formalizzare ancora prima di effettuare il deposito sul conto di trading, considerato che – come avremo modo di vedere nel corso delle prossime settimane – anche l’operazione di primo deposito può influenzare (e non poco!) l’esito delle proprie operazioni di impiego.

Stabilito quanto sopra, vi diamo appuntamento tra qualche giorno: inizieremo a comprendere come costruire una propria strategia per operare sul trading binario, e rendere le transazioni di investimento online una utile forma di reddito.

Cosa significa money management?

Money management è un termine inglese utilizzato per spiegare la gestione del capitale. Gestire il capitale significa impiegarlo nel modo corretto, preservarlo da spese, e nel caso del trading, da investimenti o speculazioni finanziarie  eccessivamente rischiose, senza un sistema oculato e una buona strategia.

Money management significa dunque sapere come e quanto denaro investire su una o un insieme di operazioni finanziarie, scegliere il giusto importo, in relazione al totale complessivo di capitale posseduto, è di estrema importanza per sopravvivere nel settore del trading in generale, e nello specifico del forex e delle opzioni binarie.

Ma perché l’importanza del money management?

Pensate di possedere uno stipendio mensile. Se avete famiglia con moglie e figli, non sarà difficile per voi capire che l’intera somma non potrà essere spesa dopo soli 15 giorni, ma il tutto dovrà durare per un mese intero, e se ci si riesce, anche per più giorni, così da poter mettere da parte qualcosa sotto forma di risparmio.

Perché si gestisce il denaro in questo modo? Per far fronte a tutte le esigenze in maniera equilibrata! L’equilibrio è il fulcro di ogni attività. Anche nel trading binario, investire in maniera equilibrata è importante per avere successo.

Ipotizzate di avere un capitale iniziale di 1.000€. Investite 500€ in una singola operazione, se questa si chiude in profitto, riceverete un buon ritorno del 70-85%, quindi diciamo 350-425€.

Niente male per una sola operazione, il capitale iniziale schizzerebbe a 1350/1425€.

Purtroppo però non è questo il miglior modo per lavorare. Se di contro, la prima operazione si dovesse chiudere in perdita, il capitale si dimezzerebbe, passando da mille euro a soli 500€.

A questo punto, a parte i delicati risvolti psicologici, il vostro capitale di trading sarebbe ad un passo dall’azzeramento. Non si opera in questo modo. Bisogna lavorare assumendo un numero limitato di rischi, così da poter sempre cercare la possibilità di risollevarsi. Un paio di operazioni possono chiudersi in perdita anche a causa di previsioni errate. Il buon trader sbaglia alcune posizioni, alle volte tante di seguito.

Una strategia troppo aggressiva non vi premierebbe mai. Una strategia gestionale equilibrata, vi darebbe l’opportunità di recuperare il capitale perso anche dopo un filotto di trade negativi.

Il rimborso perdite nelle opzioni binarie

Per qualsiasi tipo di negoziazione effettuata sui mercati finanziari è presente un certo livello di rischio e non vi è alcun modo per evitare che alcune operazioni si concludano con una perdita.

Tuttavia, una particolarità rende le opzioni binarie diverse dal trading tradizionale: la possibilità di ricevere dal broker un parziale rimborso per le operazioni che finiscono out of the money (il rimborso perdite opzioni binarie). Pertanto, quando si sceglie il broker, è importante verificare che esso offra tale funzione, anche se c’è da dire che sono in molti a farlo. Nella maggior parte dei casi, il ritorno viene automaticamente restituito sul conto di trading poco dopo la chiusura del trade.

Ma a quanto ammonta questa restituzione di denaro? Un valore standard non esiste in quanto dipende dal broker e dal tipo di opzione in gioco ma mediamente si aggira sul 10-15% della somma investita nell’operazione.

Abbiamo detto che è importante verificare che il broker offra il rimborso ma, a volte, questo aspetto perde di importanza. Infatti i tassi di rimborso non dovrebbero essere l’unico fattore da prendere in considerazione. In realtà questa possibilità è a discrezione del broker: alcuni preferiscono non metterla a disposizione dei clienti ma in compenso offrono payout maggiori rispetto ai concorrenti che optano per il rimborso. Se visitate diverse piattaforme di trading potrete constatare che di solito il broker che rimborsa parte delle perdite offre il 70% di payout, mentre l’intermediario che non rimborsa paga tra il 70% e l’80% le operazioni finite in the money.

Quindi sta all’investitore fare la scelta tra un broker che privilegia profitti più interessanti per i clienti vincenti piuttosto che rimborsi per operazioni finite out of the money.
Detto questo, ponetevi questa domanda: “Sono un trader esperto o devo fare ancora molta strada per imparare?” Probabilmente siete principianti in quanto se foste trader esperti non stareste qui a leggere questo articolo. In questo caso dunque dovete tenere in conto il fatto che un certo numero dei vostri investimenti finiranno inevitabilmente out of the money in quanto è normale che un trader principiante perda più spesso di un trader esperto, quindi, è consigliabile operare con un broker che offra la possibilità di recuperare almeno una parte dell’investimento perduto.

Forza del cambio, fragilità dell’economia Giordana

I protagonisti dell’economia e della finanza sono sempre stati rappresentati da attori come l’Europa, gli Usa. Poco spazio si è dedicato all’economia del golfo ed ancora di meno ad altre realtà, pressappoco sconosciute, salvo la cronaca di attualità.

Vediamo un’economia in cui la valuta ufficiale sul mercato dei cambi (e dobbiamo  imparare a distinguere tra mercato ufficiale e mercato nero) è arrivata a valere, a livello nominale (non si sta parlando di parità del potere di acquisto), più dell’Euro, soprattutto ora che quest’ultimo si sta indebolendo.

Ci stiamo riferendo al Dinaro Giordano (JOD) che nella seduta di oggi (20/05/2014) si è apprezzato ulteriormente rispetto all’Euro (case study: Giordania), arrivando a quotare 1,03049 euro contro 1 unità di valuta locale. Avete capito bene? Ci vuole più di 1 euro per ottenere 1 Dinaro Giordano, almeno sul mercato dei cambi.

A questo punto, occupiamoci delle caratteristiche di tale economia-paese che, malgrado l’ancoraggio del sistema dei cambi, è estremamente fragile. Come dire: quando per investire sul forex, ci si vuol basare solo sui fondamentali per desumere il rafforzamento o l’indebolimento relativo di una valuta, si tratta solo di un’approssimazione, a margine di errore. Certezze non esistono e chi ve le dà non è totalmente onesto.

Perché si investe sempre sull’Eurodollaro (case study:Giordania) o su attività denominate in valuta “forte”e dove non vi siano fragilità eccessive dell’economia paese che siano alla base della debolezza del potere d’acquisto? Appunto, per tutelare il valore reale del portafoglio.

La Giordania. Tutto dipende dal turismo e dagli aiuti amici

L’economia del Golfo è diventata la protagonista. Non pochi sono i trafiletti in cui viene menzionato come, grazie alla ri-destinazione delle entrate da esportazione di materie prime (in particolare, risorse petrolifere), possa giungere ad essere la prima economia.

Ha cambiato tattica e sceglie di far ri-circolare la ricchezza attraverso alcune aree strategiche. E’ l’economia del golfo, infatti, che destina grossi capitali al sostegno della Giordania, si occupa dell’occupazione delle risorse lavoro libere e sostiene il turismo. Il capitale passa sottoforma di vere e proprie donazioni, come se si trattasse di un paese fulcro, fuoriuscendo dall’economia formale del debito.

Basti pensare che solo il 10% del Pil della Giordania non è dovuto alla parte commerciale (che è in consistente deficit), bensì all’economia domestica. Di cosa si occupa tale paese? Dell’export di fulcro verso Turchia (di cui si è sentito più spesso parlare nel contesto forex. Non pochi quelli che si sono rivolti alle aree emergenti, rischiando che la volatilità del cambio, il deprezzamento ed il ridotto potere d’acquisto vanifichino il rendimento dell’investimento. Lira turca, in primo piano), Libano, Iraq.

L’economia è come un paravento in cui le relazioni internazionali sono alla base dei rapporti di forza. Anche l’Italia si è impegnata nel cercare nuovi partner commerciali, sostituendoli alla Russia. Ha pensato all’Olanda, all’Algeria ed alla Libia.

Ben ha pensato la Giordania che neanche può contare sull’industria manifatturiera e tanto meno su quella estrattiva, di sviluppare il settore dei servizi. Insomma, è diventata un po’ il nodo degli affari di ordine commerciale, finanziario, immobiliare. Ha cercato di indirizzare gli aiuti allo sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti, considerando che le maggiori entrate provengono dal turismo.

Se non fosse per gli aiuti dei Paesi amici, l’economia giordana sarebbe già finita sotto l’egida del Fmi, in quanto molte politiche interne vogliono assicurare livelli di vita accettabili, nel mantenimento di servizi pubblici. Un esempio lampante è il caso dell’energia dove le tariffe sono inferiori rispetto a quelle che dovrebbero essere applicate in Giordania. Il paese è costretto a ricorrere all’emissione di titoli di debito per finanziarsi. Questione delle tariffe e del libero mercato molto importante. Il libero mercato è, infatti, un’arma a doppio taglio. Ad esempio, in Italia già si sta parlando di nuove tariffe del gas a partire da giugno 2014 a cui si può aderire, non progressive ma fisse, che renderebbero più conveniente l’installazione di pompe di calore.

Gli Usa, nell’epoca del tapering, hanno consentito all’economia Giordana di finanziarsi attraverso un Eurobond garantito dall’economia americana. Ma un cambio di guardia alla politica degli aiuti sembra ora darlo l’economia del golfo.

Analizzare i grafici nel trading con le opzioni binarie

Il trading onilne con le opzioni binarie può essere estremamente gratificante una volta che si è messo a punto il proprio stile e imparato ad utilizzare gli indicatori. Sostanzialmente si usano due tipi di strumenti: l’analisi fondamentale e analisi tecnica.
Molti investitori preferiscono utilizzare l’analisi tecnica anzichè l’analisi fondamentale, soprattutto quando si tratta di opzioni binarie. La lettura e la corretta analisi dei grafici sono la chiave per la negoziazione di successo condotta in modo tecnico. In questo articolo presenteremo le varie caratteristiche dell’analisi tecnica.

L’analisi tecnica si basa sulla lettura ed interpretazione dei dati riportati in grafici, modelli e indicatori. Tra i grafici maggiormente utilizzati perchè più performanti ci sono i grafici a candele giapponesi che forniscono indicazioni sull’intera giornata di trading, con i prezzi di apertura e chiusura dei beni.
I grafici a candela, noti anche con il nome di candlestick, restituiscono i stessi dati ricavabili dai più semplici grafici a barra con un diverso modo di presentazione. Le candele raffigurano con un disegno ben delineato il prezzo di apertura e di chiusura con l’estensione verificatasi in un certo periodo di tempo, inoltre sono presenti due ombre, note come shadows, che mostrano i prezzi massimi e minimi nella sessione di trading.

Qualunque strada si sceglie, occorre essere sicuri di capire a fondo i concetti prima di procedere. Molti nuovi operatori, quando sentono parlare di una nuova strategia, cercano di attuarla subito e quasi sempre, nel processo, a rimmetterci sarà il loro conto. La fiducia è necessaria per avere successo in questo business, ma è sano anche avere una certa dose di scetticismo, proprio per mantenere sotto controllo la vostra fiducia. Un altro modo importante per aumentare la fiducia nella vostra strategia di trading è quello di utilizzare un conto demo, che consente di fare trading reale ma utilizzando denaro fittizio. Questo tipo di conto vi aiuterà a concentrarvi sulla vostra strategia, piuttosto che fare soldi o assistere allo svuotamento del vostro conto.

Essere in grado di identificare la tendenza vi aiuterà a rimanere al di sopra della massa facendo crescere i rendimenti. Non acquistate mai opzioni binarie contro la tendenza, a meno che il sistema non stia fornendo segnali che ne fanno prevedere un indebolimento con presumibile cambio di direzione.
Quando fatta correttamente, l’analisi tecnica può essere una strategia molto gratificante. È necessario prima educare se stessi e determinare se il modello di trading basato sugli indicatori può diventare la vostra strategia preferita.