Il rimborso perdite nelle opzioni binarie

Per qualsiasi tipo di negoziazione effettuata sui mercati finanziari è presente un certo livello di rischio e non vi è alcun modo per evitare che alcune operazioni si concludano con una perdita.

Tuttavia, una particolarità rende le opzioni binarie diverse dal trading tradizionale: la possibilità di ricevere dal broker un parziale rimborso per le operazioni che finiscono out of the money (il rimborso perdite opzioni binarie). Pertanto, quando si sceglie il broker, è importante verificare che esso offra tale funzione, anche se c’è da dire che sono in molti a farlo. Nella maggior parte dei casi, il ritorno viene automaticamente restituito sul conto di trading poco dopo la chiusura del trade.

Ma a quanto ammonta questa restituzione di denaro? Un valore standard non esiste in quanto dipende dal broker e dal tipo di opzione in gioco ma mediamente si aggira sul 10-15% della somma investita nell’operazione.

Abbiamo detto che è importante verificare che il broker offra il rimborso ma, a volte, questo aspetto perde di importanza. Infatti i tassi di rimborso non dovrebbero essere l’unico fattore da prendere in considerazione. In realtà questa possibilità è a discrezione del broker: alcuni preferiscono non metterla a disposizione dei clienti ma in compenso offrono payout maggiori rispetto ai concorrenti che optano per il rimborso. Se visitate diverse piattaforme di trading potrete constatare che di solito il broker che rimborsa parte delle perdite offre il 70% di payout, mentre l’intermediario che non rimborsa paga tra il 70% e l’80% le operazioni finite in the money.

Quindi sta all’investitore fare la scelta tra un broker che privilegia profitti più interessanti per i clienti vincenti piuttosto che rimborsi per operazioni finite out of the money.
Detto questo, ponetevi questa domanda: “Sono un trader esperto o devo fare ancora molta strada per imparare?” Probabilmente siete principianti in quanto se foste trader esperti non stareste qui a leggere questo articolo. In questo caso dunque dovete tenere in conto il fatto che un certo numero dei vostri investimenti finiranno inevitabilmente out of the money in quanto è normale che un trader principiante perda più spesso di un trader esperto, quindi, è consigliabile operare con un broker che offra la possibilità di recuperare almeno una parte dell’investimento perduto.

Forza del cambio, fragilità dell’economia Giordana

I protagonisti dell’economia e della finanza sono sempre stati rappresentati da attori come l’Europa, gli Usa. Poco spazio si è dedicato all’economia del golfo ed ancora di meno ad altre realtà, pressappoco sconosciute, salvo la cronaca di attualità.

Vediamo un’economia in cui la valuta ufficiale sul mercato dei cambi (e dobbiamo  imparare a distinguere tra mercato ufficiale e mercato nero) è arrivata a valere, a livello nominale (non si sta parlando di parità del potere di acquisto), più dell’Euro, soprattutto ora che quest’ultimo si sta indebolendo.

Ci stiamo riferendo al Dinaro Giordano (JOD) che nella seduta di oggi (20/05/2014) si è apprezzato ulteriormente rispetto all’Euro (case study: Giordania), arrivando a quotare 1,03049 euro contro 1 unità di valuta locale. Avete capito bene? Ci vuole più di 1 euro per ottenere 1 Dinaro Giordano, almeno sul mercato dei cambi.

A questo punto, occupiamoci delle caratteristiche di tale economia-paese che, malgrado l’ancoraggio del sistema dei cambi, è estremamente fragile. Come dire: quando per investire sul forex, ci si vuol basare solo sui fondamentali per desumere il rafforzamento o l’indebolimento relativo di una valuta, si tratta solo di un’approssimazione, a margine di errore. Certezze non esistono e chi ve le dà non è totalmente onesto.

Perché si investe sempre sull’Eurodollaro (case study:Giordania) o su attività denominate in valuta “forte”e dove non vi siano fragilità eccessive dell’economia paese che siano alla base della debolezza del potere d’acquisto? Appunto, per tutelare il valore reale del portafoglio.

La Giordania. Tutto dipende dal turismo e dagli aiuti amici

L’economia del Golfo è diventata la protagonista. Non pochi sono i trafiletti in cui viene menzionato come, grazie alla ri-destinazione delle entrate da esportazione di materie prime (in particolare, risorse petrolifere), possa giungere ad essere la prima economia.

Ha cambiato tattica e sceglie di far ri-circolare la ricchezza attraverso alcune aree strategiche. E’ l’economia del golfo, infatti, che destina grossi capitali al sostegno della Giordania, si occupa dell’occupazione delle risorse lavoro libere e sostiene il turismo. Il capitale passa sottoforma di vere e proprie donazioni, come se si trattasse di un paese fulcro, fuoriuscendo dall’economia formale del debito.

Basti pensare che solo il 10% del Pil della Giordania non è dovuto alla parte commerciale (che è in consistente deficit), bensì all’economia domestica. Di cosa si occupa tale paese? Dell’export di fulcro verso Turchia (di cui si è sentito più spesso parlare nel contesto forex. Non pochi quelli che si sono rivolti alle aree emergenti, rischiando che la volatilità del cambio, il deprezzamento ed il ridotto potere d’acquisto vanifichino il rendimento dell’investimento. Lira turca, in primo piano), Libano, Iraq.

L’economia è come un paravento in cui le relazioni internazionali sono alla base dei rapporti di forza. Anche l’Italia si è impegnata nel cercare nuovi partner commerciali, sostituendoli alla Russia. Ha pensato all’Olanda, all’Algeria ed alla Libia.

Ben ha pensato la Giordania che neanche può contare sull’industria manifatturiera e tanto meno su quella estrattiva, di sviluppare il settore dei servizi. Insomma, è diventata un po’ il nodo degli affari di ordine commerciale, finanziario, immobiliare. Ha cercato di indirizzare gli aiuti allo sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti, considerando che le maggiori entrate provengono dal turismo.

Se non fosse per gli aiuti dei Paesi amici, l’economia giordana sarebbe già finita sotto l’egida del Fmi, in quanto molte politiche interne vogliono assicurare livelli di vita accettabili, nel mantenimento di servizi pubblici. Un esempio lampante è il caso dell’energia dove le tariffe sono inferiori rispetto a quelle che dovrebbero essere applicate in Giordania. Il paese è costretto a ricorrere all’emissione di titoli di debito per finanziarsi. Questione delle tariffe e del libero mercato molto importante. Il libero mercato è, infatti, un’arma a doppio taglio. Ad esempio, in Italia già si sta parlando di nuove tariffe del gas a partire da giugno 2014 a cui si può aderire, non progressive ma fisse, che renderebbero più conveniente l’installazione di pompe di calore.

Gli Usa, nell’epoca del tapering, hanno consentito all’economia Giordana di finanziarsi attraverso un Eurobond garantito dall’economia americana. Ma un cambio di guardia alla politica degli aiuti sembra ora darlo l’economia del golfo.

Analizzare i grafici nel trading con le opzioni binarie

Il trading onilne con le opzioni binarie può essere estremamente gratificante una volta che si è messo a punto il proprio stile e imparato ad utilizzare gli indicatori. Sostanzialmente si usano due tipi di strumenti: l’analisi fondamentale e analisi tecnica.
Molti investitori preferiscono utilizzare l’analisi tecnica anzichè l’analisi fondamentale, soprattutto quando si tratta di opzioni binarie. La lettura e la corretta analisi dei grafici sono la chiave per la negoziazione di successo condotta in modo tecnico. In questo articolo presenteremo le varie caratteristiche dell’analisi tecnica.

L’analisi tecnica si basa sulla lettura ed interpretazione dei dati riportati in grafici, modelli e indicatori. Tra i grafici maggiormente utilizzati perchè più performanti ci sono i grafici a candele giapponesi che forniscono indicazioni sull’intera giornata di trading, con i prezzi di apertura e chiusura dei beni.
I grafici a candela, noti anche con il nome di candlestick, restituiscono i stessi dati ricavabili dai più semplici grafici a barra con un diverso modo di presentazione. Le candele raffigurano con un disegno ben delineato il prezzo di apertura e di chiusura con l’estensione verificatasi in un certo periodo di tempo, inoltre sono presenti due ombre, note come shadows, che mostrano i prezzi massimi e minimi nella sessione di trading.

Qualunque strada si sceglie, occorre essere sicuri di capire a fondo i concetti prima di procedere. Molti nuovi operatori, quando sentono parlare di una nuova strategia, cercano di attuarla subito e quasi sempre, nel processo, a rimmetterci sarà il loro conto. La fiducia è necessaria per avere successo in questo business, ma è sano anche avere una certa dose di scetticismo, proprio per mantenere sotto controllo la vostra fiducia. Un altro modo importante per aumentare la fiducia nella vostra strategia di trading è quello di utilizzare un conto demo, che consente di fare trading reale ma utilizzando denaro fittizio. Questo tipo di conto vi aiuterà a concentrarvi sulla vostra strategia, piuttosto che fare soldi o assistere allo svuotamento del vostro conto.

Essere in grado di identificare la tendenza vi aiuterà a rimanere al di sopra della massa facendo crescere i rendimenti. Non acquistate mai opzioni binarie contro la tendenza, a meno che il sistema non stia fornendo segnali che ne fanno prevedere un indebolimento con presumibile cambio di direzione.
Quando fatta correttamente, l’analisi tecnica può essere una strategia molto gratificante. È necessario prima educare se stessi e determinare se il modello di trading basato sugli indicatori può diventare la vostra strategia preferita.

Perché il Pil non è così importante

Un andirivieni di stime sul prodotto interno lordo, a cadenza fissa, trimestre per trimestre. E non appena si assiste a dati entusiastici, è osanna alla crescita ed allo sviluppo. L’economia va a gonfie vele, è boom economico! Oppostamente, dati negativi ci fanno ritornare all’incubo recessione.

In termini economici, riferendoci alla teoria dei cicli, vi è senz’altro un abuso dei termini “boom economico” e “recessione”, dato che tali fasi non possono constatarsi dall’osservazione dei dati sul Prodotto Interno Lordo, ma si susseguono, solitamente, per più anni, senza aver tempo certo di pensare al Prodotto Interno Lordo.

Vediamo, in contabilità nazionale, quali sono le componenti del Pil che, in sintesi, si considerano: I consumi interni (su che cosa ci si basa per stimarli? La base di riferimento è importante perché ognuno sceglie la propria popolazione campionaria e non sempre in modo efficace), gli Investimenti, La parte del commercio estero (differenza fra esportazioni ed importazioni). Vi è chi vi include anche la spesa pubblica. Questo, in sintesi e non in analisi. Teniamo conto che molti dati non riescono ad essere catturati nel Prodotto interno Lordo.

I dati pubblicati dall’Italia sul Prodotto Interno Lordo sono stati indicati come la causa del malessere dei mercati, su cui, però, ha inciso anche il rumours su cambiamenti della politica fiscale della Grecia, verso i titoli pubblici ed altre forme di investimento (imposta sul capital gain). Pil sempre in primo piano. Ci basta osservare l’andamento generale dei mercati per accorgerci di come non solo Piazza Affari abbia chiuso in negativo ma anche tutte le principali piazze europee. Wall Street, d’altronde, nella stessa seduta (15/05/2014) ha visto cedere di terreno il Dow Jones di più di 200 punti.

Il Giappone ha pubblicato dati sul Prodotto Interno Lordo entusiasmanti. E’ il nuovo miracolo economico? La Cina ha pubblicato dati sul Prodotto Interno Lordo negativi: è rallentamento? La Germania: quando l’Italia presenta dati negativi, inevitabilmente, ri-entra in auge il paragone tedesco.

Pil positivo per il Giappone. Ma non è crescita.

Sugli ultimi dati positivi del Pil del Giappone peserebbe molto la strategia di politica economica nipponica. Vi è stata una sorta di anticipazione dei consumi, sull’onda dei nuovi rincari dell’Iva di ben 3 punti (non di poco) che passerà dal 5% all’8%.

Affinché si possa parlare di boom economico, vi devono essere i necessari presupposti strutturali per la crescita e questi non sembrano esserci.

E’ vero anche che per i sostenitori della teoria della domanda, sono i consumi interni la vera linfa vitale del Prodotto Interno Lordo, in quanto stimolano la produzione, che stimola, a sua volta, i consumi e così via con un effetto-moltiplicativo (Pil dal lato della domanda).

I sostenitori della teoria dello sviluppo, invece, pongono attenzione al sentiero degli investimenti e della produzione: la crescita.

La seduta del 15/05/2014 è stata negativa per quasi tutte le piazze internazionali. Anche Tokyo ha chiuso in ribasso con il Nikkei a -1,41% (perdita di terreno pari a più di 200 punti).

Lo yen si è apprezzato e ciò potrebbe controbilanciare il buon andamento dell’export che sinora ha inciso sull’aumento del Prodotto interno lordo.

La scommessa euro/yen sta infiammando i mercati del forex (puntate “orso” sul cambio).

Il Pil è tornato negativo per l’Italia. Dobbiamo preoccuparci?

Non dobbiamo preoccuparci tanto del Pil che per il primo trimestre 2014 segna una brusca caduta al -0,1%, al punto che già si parla di Italia-fanalino di coda dell’Europa.

Dati negativi del Prodotto interno lordo anche per l’Estonia (-1,2%), la Finlandia (-0,4%), l’Olanda (-1,4%) ed il Portogallo (-0,7%). Volano Regno Unito (unione non monetaria), Polonia (+1,1%;unione non monetaria, in via di completamento), Germania (0,8%).

Quello che interessa gli investitori è che l’Italia risulti credibile, abbia una governance chiara. Cosa vuole l’Italia? L’instabilità politica, il contrapporsi di punti di vista, il succedersi di governi non elettivi che continuano la voga parlamentare non ci rende giustizia agli occhi del resto del mondo (case study: Pil). Ma non per la democrazia popolare in sé e per sé. Non conta, ormai, chi sale i gradini di Palazzo Chigi, ma che vi sia una chiarezza di idee sulle posizioni fattive dell’Italia, rispetto all’Europa ed al resto del mondo. Insomma, dovremmo abbandonare, per un certo periodo, le nostre abitudini sul mondo della politica.

Non vuol essere un richiamo alla dittatura ma semplicemente all’urgenza con cui bisogna realizzare riforme del sistema economico che possano rilanciare l’occupazione. Il ritorno alla lira, d’altra parte, richiederebbe una certa mole di accordi internazionali, dato che non siamo indipendenti dal resto del mondo e sicuramente (case study: Pil) la nostra valuta non avrà più lo stesso peso internazionale, rompendo l’armonia dei rapporti con il resto del mondo. Solo un punto di vista tra i tanti.

La storia delle opzioni binarie

Le opzioni binarie sono nate nel 2008 quando vennero introdotte al Chicago Board of Exchange (CBOE) per poi apparire sulla scena del North American Derivatives Exchange (NADEX) nello stesso anno. Quello fu l’anno, che ha cambiato il sistema di negoziazione sui mercati finanziari, e da allora la popolarità delle opzioni binarie è aumentata in modo esponenziale. Dal momento in cui iniziarono a far parte dei principali mercati, sono diventate parte integrante del mercato dei cambi e quindi sono sono entrate a far parte degli investimenti finanziari controllati dei vari regolamenti governativi.

Nel trading tradizionale gli investitori cercano di prevedere l’esatto valore che il titolo sottostante che prevarrà nel futuro acquistando il contratto di conseguenza. Il contratto può durare diverse settimane o mesi. Poiché il prezzo delle attività varia nel mercato, aumentando o diminuendo, l’investitore ha l’opzione di poter acquistare più contratti o vendere quelli acquistati. Tutto ciò non accade con le opzioni binarie. Le negoziazioni fatte con le opzioni binarie sono generalmente a breve termine e quindi scafono in un breve periodo di tempo. Questo è il motivo per cui i trader debbono attendere la scadenza della negoziazione e non possono vendere o acquistare ulteriori contratti prima della scadenza. Anche se può sembrare che

La negoziazioni con opzioni binarie potrebbero apparire poco flessibili, ma in realtà fare trade  con esse è semplice.

Le opzione binarie sono diventate una nuova opportunità per gli investitori in quanto sono sottoposte a meno regolamenti governativi e sono facilmente disponibili. Grazie alle piattaforme di trading online la vita degli investitori è stata facilitata in quanto non devono più preoccuparsi di ricevere contratti cartacei e, allo stesso tempo, non è necessario attendere la nuova apertura dei mercati.

Mentre gli operatori esperti e gli investitori vedono le opzioni binarie come una grande opportunità per guadagnare buoni profitti, i principianti in questo trading le considerano come trattano  come una modalità che permette loro di imparare a negoziare sui mercati finanziari con un investimento minimo. E’ certamente più facile imparare a conoscere il trading finanziario attraverso le opzioni binarie piuttosto che con il trading tradizionale.

Le opzioni vanilla

Per chiarire il significato di opzioni Vanilla è utile confrontarle con le opzioni binarie e analizzare le differenze.

Come sappiamo le opzioni binarie si basano su una previsione circa il trend del prezzo di un sottostante, quale una coppia di valute piuttosto che una materia prima, un’azione o un indice. L’investitore quindi, per intascare un profitto, effettua il suo trade mirando ad azzeccare un risultato. Al contrario, utilizzando le opzioni vanilla, si può acquistare un bene ad un certo prezzo oggi e garantirsi che tale bene potrà essere negoziato al prezzo prefissato entro un arco di tempo prestabilito. In definitiva, le opzioni vanilla consistono nell’acquistare un diritto che potremo far valere entro un preciso periodo di scadenza.

Facciamo un esempio che chiarirà meglio il concetto.

Una fabbrica di marmellate vuole proteggersi dagli eventuali aumenti di prezzo dello zucchero e, per farlo ha due opzioni:

1. acquistare al prezzo di oggi grandi quantità di zucchero stoccandolo nei silos per mesi
2. investire in opzioni vanilla

Nel primo caso l’azienda si assicurerebbe da rialzi di prezzo ma sarebbe costretta ad una immobilizzazione di capitale nefasta, quindi questa opzione è da scartare.
Investendo invece in opzioni vanilla, potrebbe essere sicura di poter comprare la materia prima allo stesso prezzo di oggi entro un certo periodo (mesi).

Per semplificare il nostro esempio, immaginiamo che il prezzo attuale dello zucchero sia di 100€ per tonnellata e l’azienda decida di acquistare opzioni vanilla a scadenza tre mesi al prezzo di 10€ per tonnellata.

Quindi, a partire da oggi e per 3 mesi, l’azienda potrà acquistare lo zucchero al prezzo di 100€ per tonnellata, a prescindere dal prezzo di mercato che la materia prima potrà raggiungere in questo periodo.

Naturalmente la convenienza delle opzioni vanilla si evidenzia in caso di aumento del prezzo del bene nel corso del periodo prestabilito. Nel caso opposto, se lo zucchero fosse calato di prezzo, l’azienda non avrebbe avuto nessun profitto ed avrebbe lasciato scadere l’opzione vanilla senza esercitare alcun diritto attraverso di essa.

I vantaggi dei broker regolamentati

Attualmente nel mondo sono attivi un centinaio di broker di opzioni binarie, ma solo una manciata di questi sono regolamentati. Regolamentati significa che sono in possesso di una apposita licenza concessa dalle autorità di governo di un paese specifico.
Il fatto di poter dimostrare di essere un broker regolamentato è un segnale di trasparenza che si traduce in fiducia da parte dei suoi clienti.

Quasi tutti i broker regolamentati hanno ricevuto la loro licenza dalla CySEC, Cypriot Safety and Financial Exchange Commission. Essendo Cipro membro dell’Unione europea, i broker regolamentati in quel paese hanno diritto ad operare in tutti i paesi europei.

I vantaggi di fare trading con broker di opzioni binarie con licenza sono molteplici, ma il principale è la sicurezza derivante dal forte controllo eseguito su questi mediatori. Questo aspetto è importante soprattutto se i clienti sospettano qualche comportamento anomalo da parte del broker.

I broker di opzioni binarie regolamentati sono tenuti a seguire rigorosamente un contratto vigente che costringe tutte le parti a tenere un comportamento trasparente e responsabile. Oltre alla CySEC, le principali autorità di vigilanza in Europa sono: Consob, AMF, FSA, MiFID e CFTC.

I pagamenti dei broker di opzioni binarie regolamentati ai clienti sono garantiti ed i fondi dei clienti sono gestiti in fondi segretati. Ciò significa che se il broker va in fallimento, i depositi dei clientisono al sicuro in conti separati da quelli usati dal broker per fare trading.

Il cliente registrato presso un broker regolamentato può presentare reclami e rendere l’intermediario responsabile di fronte alla legge. Poiche questi broker sottoscrivono una serie di regole stabilite dalle autorità di vigilanza, le eventuali violazioni a dette regole porteranno automaticamente all’emissione di sanzioni pecuniarie severe e, potenzialmente, alla perdita della licenza.

Ovviamente non tutti i broker non regolamentati sono dei truffatori, ed operare in regime di responsabilità legale ridotta, non significa non avere codici etici appropriati anche perchè va ricordato che è nell’interesse dei broker agire con prudenza e rispettare le leggi.

Rimane comunque vero che i broker di opzioni binarie autorizzati trasmettono nei clienti un senso di fiducia, eliminando da essi la paura di essere ingannati o truffati.

Algobit il robot di Optionbit

Tra i molteplici strumenti di trading messi a disposizione da Optionbit, il generatore di segnali denominato Algobit è uno dei più innovativi prodotti nel campo delle opzioni binarie. Grazie ad esso si può avere accesso ad una nuova piattaforma in grado di fornire segnali per opzioni binarie sia a breve che a lungo termine.

Per accedere alla piattaforma di segnali automatici Algobit è necessario registrarsi sul sito di OptionBit ed aprire un conto.

Algobit fornisce diversi segnali e a ciascuno di essi assegna un numero che, in pratica,  rappresenta il livello di attendibilità per quel segnale. Più è alto il numero e maggiori saranno le possibilità di chiudere “in the money” un investimento realizzato sul bene e con la direzione consigliati dal segnale. L’attività e la direzione degli investimenti vengono forniti da Algobit ed all’investitore rimane solo il compito di scegliere l’importo da investire e il periodo di scadenza.

E’ interessante notare che spesso vengono inviati segnali di attività generalmente trascurate dalla maggior parte degli operatori. Quindi non troverete solo i classici relativi alle coppie piu usate come EUR/USD, EUR/GBP, USD/JPY, ma troverete soprattutto i segnali di azioni ed indici, normalmente poco considerati dalla maggior parte dei trader, ma seguiti invece dagli operatori più esperti.

Si può intendere Algobit anche come uno valido strumento di formazione nell’ambito del trading infatti usandolo insieme ad una piattaforma grafica per l’analisi tecnica è possibile comprendere quando e perché vengono generati alcuni segnali relativi a questi beni meno gettonati arricchendo così le prorie conoscenze di analisi tecnica.

I test hanno confermato che i migliori risultati vengono conseguiti utilizzando le opzioni con scadenza 5 minuti (300 secondi). Anche se tali risultati non possono confrontarsi con quelli realizzabili usando una buona strategia, è comunque possibile chiudere positivamente una sessione di trading binario e questo è certamente apprezzabile in particolare dai principianti.

Evitare di credere ad occhi chiusi ad ogni segnale che viene fornito ed utilizzare questo indicatore con molta attenzione e con una buona gestione del proprio portafoglio poichè il rischio di perdere è sempre alto, anche se con Algobit abbiamo un alleato in più.

Gestione del rischio nelle opzioni binarie

Alla stregua di qualsiasi altra forma di trading finanziario, anche le opzioni binarie presentano un certo livello di rischio. Per distrazione o avidità è facile perdere tutto o la maggior parte del proprio capitale. Pertanto, ogni trader di opzioni binarie dovrebbe considerare seriamente la gestione del rischio.

La regola base per la gestione del rischio, accettata universalmente ed adottata dagli investitori in opzioni binarie, afferma che, in una singola negoziazione, non si deve mai investire più del 5% del proprio capitale.

Per fare un esempio pratico, questo significa semplicemente che se si dispone di un capitale pari a 1000€, la somma da investire in una singola operazione non deve superare i 50€. Aumentare tale valore può risultare estremamente rischioso perchè occorre ricordare che, non a caso, le opzioni binarie sono definite anche investimenti di tipo “tutto o niente”. Sicuramente il profitto non sarà elevatissimo ma, come si suol dire, “lentamente ma inesorabilmente” può rivelarsi la strategia vincente.

Mettere in gioco la metà del capitale è sempre molto attraente perchè il profitto crescerebbe di molto ma anche il livello di rischio aumenterebbe. La maggior parte delle persone falliscono con le opzioni binarie per non avere messo in atto una corretta gestione del denaro; si calcola che per tale motivo quasi il 90 per cento degli investitori perde il proprio capitale in meno di un mese.

Ci sono alcune strategie semplici ma efficaci per aiutare l’investitore a gestire il livello di rischio delle operazioni e per proteggere i guadagni ottenuti dalle opzioni effettuate. Tra le migliori strategie segnaliamo: la pianificazione delle operazioni, la determinazione dei punti di Stop Loss e Take Profit, il calcolo dei guadagni attesi.

Gli investitori dovrebbero sempre utilizzare le opzioni binarie mediante un piano d’azione e conoscendo in anticipo entro quali livelli sono disposti a perdere e vincere denaro. Queste raccomandazioni non solo aiuteranno a ridurre al minimo le perdite, ma serviranno ad ottimizzare il tempo speso per ogni operazione, mettendo in grado l’investitore di sviluppare un piano di investimenti veramente efficace.