Dollaro australiano, la Banca centrale lascia i tassi invariati

Come ampiamente e unanimemente atteso dagli analisti, la Reserve Bank of Australia ha lasciato i tassi di interesse invariati al livello pari a 1,50 per cento, dopo il taglio che è avvenuto nel corso del mese precedente. In seguito a tale novità, peraltro – ripetiamo – particolarmente attesa, il dollaro australiano si è rafforzato portandosi da 0,75 a 0,76 AUD/USD, in modo piuttosto coerente con la valutazione dello scenario proposta dalla Reserve Bank of Australia, che è rimasta sostanzialmente identica a quella dell’ultima riunione. Continue reading

Mercato azionario debole, sconta già i tassi fermi della Fed a settembre?

Il mercato azionario americano continua a vivere una condizione di relativa debolezza. Quanto basta per poter propendere verso la valutazione che, probabilmente, il mercato sta già scontando la possibilità che la Federal Reserve non produrrà alcun rialzo dei tassi di riferimento a settembre. Non solo: oltre che a settembre, le possibilità che la Fed possa optare per un rialzo dei tassi nel corso della fine dell’anno stanno gradualmente diminuendo e, ad oggi, le stime di consenso danno una probabilità di crescita dei Fed Funds nel corso dell’ultima sessione dell’anno al 43%. Dunque, meno di un’opinionista su due ritiene che a distanza di un anno la Fed romperà nuovamente gli indugi e produrrà un ulteriore incremento, forse di soli 25 bp, dei tassi di riferimento. Continue reading

Sterlina apre in calo la settimana

La sterlina ha aperto la settimana in corso con una flessione che l’ha condotta a passare dalla quota di 1,32 a 1,31 GBP/USD. A pregiudicare la tenuta di posizione della valuta britannica sono state le letture finali del PMI manifatturiero, che è stato rivisto al ribasso a 48,2 punti dal 49,1 punti della stima preliminare. Il dato, di luglio, riflette l’effetto negativo di Brexit, ed è uno dei primi dati macroeconomici che sembra inglobare in maniera più efficace il trend assunto dalle valutazioni post referendum dello scorso 23 giugno. Continue reading

Oro ancora vicino a 1.330 dollari

In questi giorni l’oro continua a scambiare vicino a quota 1.330 dollari. Appare evidente, in tal frangente, che i mercati siano ancora prezzando una bassa probabilità di rialzi dei tassi di interesse di riferimento da parte della Federal Reserve, l’istituto monetario a stelle e strisce, nel corso del 2016 e perché crescenti preoccupazioni riguardo un peggioramento dello scenario economico globale stanno alimentando la domanda di beni rifugio. Continue reading

Dollaro, la Brexit non spaventa la Federal Reserve

La Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, formalizzata in seguito al referendum del 23 giugno, non sembra spaventare gli Stati Uniti e, in particolar modo, la Federal Reserve. Stando alle dichiarazioni emerse nel corso degli ultimi giorni, infatti, la massima istituzione monetaria federale a stelle e strisce è sembrata rassicurare gli operatori e gli stakeholders, affermando che, in fondo, non c’è nulla di cui esser preoccupati, e non vi è nulla da temere su quanto sta accadendo nel vecchio Continente in seguito all’uscita del Paese dall’UE. Continue reading

Bce tra i prossimi TLTRO e nuove misure

Come avevamo ampiamente atteso, la riunione della Banca centrale europea della scorsa settimana non ha prodotto particolari cambiamenti rispetto a quanto già noto. Tuttavia, è stata una riunione utile per poter comprendere quale sia la rotta che l’istituto banchiere desidera ora approcciare e, soprattutto concentrare l’attenzione sull’implementazione delle misure già in essere, il cui effetto si vedrà con il tempo. Continue reading

Petrolio, rotta verso quota 50 dollaro al barile

Il petrolio si sta dirigendo verso la soglia (non certo record, ma psicologicamente importante) dei 50 dollari. Già ora il Brent e il Wti sono molto vicine a tale livello, con un impulso che sembra sia stato dato dalle attese relative a un calo stagionale nelle scorte americane di greggio, che dovrebbe essere confermato nel corso dei prossimi giorni con le pubblicazioni da parte del Dipartimento dell’Energia (salvo sorprese, il documento del DoE dovrebbe confermare tale trend). Continue reading

Dollaro ancora in rafforzamento

Aiutato anche da un generale miglioramento di sentiment sui mercati finanziari, ben evidente dall’andamento dei principali comparti di trading, il dollaro statunitense nel corso dell’ultimo giorno ha continuato a rafforzarsi recuperando buona parte del calo riscontrato nel periodo postFOMC, quando le scelte del Comitato e le correlate dichiarazioni ebbero l’effetto di deprezzare parzialmente la valuta statunitense. Continue reading

Euro – dollaro, ecco perchè presto la valuta europea subirà un calo

L’euro ha recentemente rinvigorito la propria forza. Merito, come risulta essere molto evidente dall’analisi fondamentale, di uno scarso sviluppo del mercato del lavoro a stelle e strisce, che ha fatto sollevare ben più di qualche dubbio agli osservatori internazionali circa la possibilità che la crescita americana possa rispettare gli auspici che erano stati precedentemente proiettati. Continue reading

Sterlina, finalmente pubblicato il report sul Brexit

Il Tesoro britannico ha finalmente pubblicato l’atteso report sugli effetti di un’eventuale uscita dall’UE, sostenendo che nell’ipotesi di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, lo stesso Regno Unito sarebbe “permanentemente più povero”: il costo stimato dell’evento sarebbe di 4300 sterline l’anno per ogni famiglia. Continue reading