Azionario area euro, variazioni contenute in attesa del referendum

L’indice Euro Stoxx nel corso delle ultime settimane ha mostrato una variazione piuttosto contenuta su base settimanale ma al suo interno si nota una divergenza netta tra l’andamento dei settori favoriti dalla strategia economica del nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump (o, meglio, del futuro presidente), per esempio le materie prime, e quelli penalizzati da un incremento del rischio politico in Europa e quindi le banche. I mercati guardano con apprensione al referendum costituzionale italiano di domani, cui faranno seguito le elezioni in Austria e quelle in Olanda Francia e Germania nel 2017.

Più nel dettaglio, sta proseguendo la tensione sulle banche europee e in particolare su quelle italiane, che hanno un rilevante peso sul listino domestico e dunque penalizzano maggiormente gli indici azionari. Pesa l’attesa per il referendum di domenica dopo che anche la stampa internazionale durate il week-end (Financial Times) ha sottolineato che, con l’eventuale vittoria del no, molti istituti sarebbero in difficoltà nel portare a compimento i necessari rafforzamenti patrimoniali.

Qualche presa di profitto si vede anche sul comparto energetico in scia alla flessione del prezzo del petrolio motivato dal nervosismo che ha preceduto il meeting dell’OPEC a Vienna di mercoledì. Successivamente ai buoni riscontri ottenuti dal meeting del cartello, con conseguente riduzione dei livelli produttivi del greggio in grado – forse – di permettere un buon riequilibrio nel breve-medio termine, il settore ha potuto fruire di positive evoluzioni.

Sul comparto Auto pesano i dati delle immatricolazioni in Europa che sono scese dello 0,3 per cento (EU+Efta) in ottobre, con il Gruppo FCA che si è mosso in controtendenza, a fronte di un calo che ha interessato importanti case automobilistiche come Volkswagen, PSA e Renault. I numeri di ottobre portano la crescita sul periodo gennaio-ottobre del mercato europeo al 6,9 per cento anno su anno.

L’attenzione è ora incentrata sull’evento politico di domani: il referendum costituzionale del 4 dicembre porterà comunque dei riflessi più o meno positivi. Bisognerà solo comprendere quali saranno e con che entità si presenteranno in capo ai mercati finanziari e, soprattutto, sul settore bancario, ancora una volta quello posto sotto l’attenzione principale degli speculatori. Vedremo lunedì, ad esiti acquisiti, quali saranno gli effetti concreti…

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