Buone sorprese dai dati macro europei

Sono positive le ultime pubblicazioni dei dati macro europei, che sorprendono con la nuova stima flash dell’inflazione europea per il mese di gennaio che, in linea con l’evoluzione dei dati nazionali in Germania e in Francia, è risultata essere superiore a quello che è il consenso dei principali analisti finanziari europei, ponendo così a segno un importante recupero rispetto alla situazione previgente.

Più nel dettaglio, il dato è salito all’1,8 per cento anno su anno per il CPI per la zona euro, che segna così un ulteriore allungo rispetto all’1,1 per cento anno su anno di dicembre e al +1,5 per cento che era invece stato stimato dal mercato. Il rimbalzo dei prezzi appare peraltro ancora legato alle componenti più volatili (petrolio in primis) e sembra potersi avvantaggiare degli effetti base favorevoli, considerato che l’indice core si mantiene invece in crescita stabile a gennaio a +0,9 per cento anno su anno. In termini di significatività delle varie componenti, il contributo più consistente è arrivato dai prezzi energetici (+0,54 punti percentuali) e in seconda istanza dal costo di alcool, cibo e tabacco (+0,09 punti percentuali). Di contro, è invece negativa la variazione per l’indice dei servizi che ha sottratto lo 0,02 per cento al CPI mentre positiva, ma piuttosto debole, è risultata la voce relativa ai prezzi dei beni industriali non energetici (+0,05 per cento).

Tra gli altri segnali positivi, rileviamo anche quelli sulla crescita e sul mercato del lavoro, con la disoccupazione che torna finalmente a scendere a dicembre per la zona euro passando dal 9,7 per cento di novembre a 9,6 per cento contro previsioni di crescita a 9,8 per cento. Anche in questo caso rimane piuttosto eterogeneo il quadro su base nazionale, con la disoccupazione tedesca che scende a un nuovo minimo storico in gennaio passando dal 6,0 per cento al 5,9 per cento, mentre in Italia rimane stabile la percentuale di disoccupati su livelli piuttosto elevati. Il tasso di disoccupazione in dicembre qui rimane fermo al 12 per cento, dopo che il precedente è stato rivisto al rialzo dall’11,9 per cento. Rispetto al dicembre 2016 la disoccupazione è aumentata di quattro decimi a livelli aggregato mentre il tasso dei senza lavoro per le persone tra 15 e 24 anni è tornato a salire in dicembre dal 39,9 per cento al 40,1 per cento.

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