Come investire nei mercati finanziari grazie al grafico Renko

Molto meno noto rispetto ad altre formazioni grafiche, il grafico Renko può rappresentare un valido aiuto per tutti gli investitori che desiderano poter impiegare il proprio tempo e il proprio denaro nel tentativo di prevedere l’evoluzione di un asset. Ma da cosa è formato il grafico Renko? Come costruirlo? E come interpretarlo correttamente?

Cosa è il grafico Renko

Come risulta evidente dall’immagine di cui sotto, il grafico Renko è un grafico che viene composto dalla sovrapposizione di “mattoncini”, e realizzato analizzando i prezzi di chiusura dei vari “momenti” di una quotazione. In altre parole, l’aggiunta di un mattone avverà ogni qual volta il prezzo di scosta da una somma predefinita, la cui fissazione dipenderà dalle volontà soggettive del broker. Ma come costruire il grafico Renko?

Come costruire il grafico Renko e interpretarlo correttamente

La prima cosa che dobbiamo fare per costruire il grafico Renko è scegliere una data di partenza. In altri termini, cercate di individuare un giorno utile per poter iniziare il monitoraggio attraverso il grafico Renko: considerato che non tutti i broker permettono l’analisi tecnica mediante tale formazione grafica, non è escluso che dobbiate armarvi di pazienza manuale e realizzare una analisi fai-da-te!

In secondo luogo, dobbiamo decidere la grandezza minima che ci permetterà di appoggiare dei mattoncini in senso positivo o negativo. La grandezza minima potrà essere scelta in termini assoluti o in termini percentuali.

Grafico_renko

Fatto ciò, possiamo entrare subito nel vivo della costruzione del grafico. Se siamo in un trend rialzista, dove il prezzo di chiusura del mattone attuale sarà maggiore del prezzo di chiusura del mattone subito precedente, occorrerà aggiungere un numero di mattoni che sarà determinato dalla differenza del prezzo, diviso il valore unitario di ogni mattone, precedentemente individuato. Ricordatevi che per ogni mattone inserito bisognerà altresì spostarsi di una colonna, al fine di creare delle “montagne”.

Di contro, se il trend cambia direzione e – ad esempio – da rialzista diventa ribassista, e lo diventa per un ammontare superiore al valore di un mattone, bisognerà spostarsi di un colonna e aggiungere un numero di mattoni di colore e di senso diverso rispetto a quanto avvenuto in precedenza.

E se invece il cambio di tendenza è inferiore al valore unitario di un mattone? In questo caso sarebbe opportuno cercare di evitare di inserire il mattone “inverso”, e ignorare l’evento.

Si tratta pertanto di un grafico che potrà sterilizzare il trend di un asset dai movimenti minimi, e che richiede un minimo di accortezza nella fissazione della grandezza dei mattoncini. Di contro, la sua facilità di utilizzo vi consentirà di tenere sempre sotto controllo l’evoluzione delle tendenze. Che ne pensate?

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