Sterlina, finalmente pubblicato il report sul Brexit

Il Tesoro britannico ha finalmente pubblicato l’atteso report sugli effetti di un’eventuale uscita dall’UE, sostenendo che nell’ipotesi di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, lo stesso Regno Unito sarebbe “permanentemente più povero”: il costo stimato dell’evento sarebbe di 4300 sterline l’anno per ogni famiglia. Continue reading

Yen nuovamente in apprezzamento, ecco cosa sta succedendo

Nel corso della scorsa settimana valutaria, i movimenti sicuramente più significativi si sono osservati sullo yen, con la valuta giapponese che ha avuto modo di apprezzarsi ampiamente, guadagnando quasi il 5% in pochi giorni nei confronti del dollaro statunitense. Ma cosa è accaduto?

Iniziamo con il ricordare che il recente rafforzamento dello yen sembra essere un po’ eccessivo rispetto al quadro macro in generale, e probabilmente riflette il protrarsi di un’elevata incertezza a livello globale. Considerato che nel corso del prossimo fine settimane verrà fornito un aggiornamento sul quadro internazionale con la pubblicazione dello scenario di primavera da parte del Fondo Monetario Internazionale, potrebbero esserci particolari novità sul fronte del posizionamento della valuta giapponese nei confronti delle principali controparti. Continue reading

Euro / dollaro, operatività incerta per i trader

Quella alle nostre spalle è stata una settimana di rialzi per l’euro, che nonostante tutto non è comunque riuscito a superare la soglia dei 1,1460 dollari. Una soglia che sembra essere molto più resistente delle previsioni e che – sottolineano gli analisti tecnici – se superata, potrebbe far partire una fase rialzista di medio termine.

Il cambio – sottolineava in tal proposito il quotidiano Milano Finanza – sembra intenzionato ad andare a testare questo supporto nel breve termine, ma secondo molti operatori sarà difficile vedere una rottura di tale livello (al netto di notizie price sensitive), valutato altresì che si dichiara molto più solido dello stimato il trading range che «incastra» l’euro/dollaro da inizio anno, compreso tra un limite inferiore di 1,05 dollari e uno superiore di 1,1460 dollari. Continue reading