Dollaro ancora in rafforzamento

Aiutato anche da un generale miglioramento di sentiment sui mercati finanziari, ben evidente dall’andamento dei principali comparti di trading, il dollaro statunitense nel corso dell’ultimo giorno ha continuato a rafforzarsi recuperando buona parte del calo riscontrato nel periodo postFOMC, quando le scelte del Comitato e le correlate dichiarazioni ebbero l’effetto di deprezzare parzialmente la valuta statunitense.

Di qui, il dollaro ha poi aperto oggi in lieve arretramento rispetto alle posizioni di ieri, ma complessivamente sembra che il biglietto verde stia provando a trovare una base sulla quale consolidare mantenendosi al di sopra dei minimi della scorsa settimana.

Come ampiamente anticipato e ben noto, le vere prove sulla effettiva capacità di tenuta del dollaro statunitense si terranno tuttavia tra la giornata di domani (che ha molti discorsi dei membri della Federal Reserve in programma) e quella di venerdì (che vedrà la pubblicazione di vendite al dettaglio, PPI e fiducia dei consumatori, dati attesi tutti positivi – si tratta, in ogni modo, degli unici dati macro di rilievo in pubblicazione nel corso della settimana, e sono tutti concentrati in chiusura di periodo). A meno di delusioni eclatanti, il dollaro dovrebbe riuscire a consolidare contro euro e contro le principali valute finanziarie di riferimento.

Di contro, l’euro ha continuato a scendere, anche se di poco, toccando un minimo a 1,1359 EUR/USD. Nel brevissimo non si scorgono spunti ribassisti importanti dall’area euro, per cui il cambio potrebbe indugiare ancora nella stessa fascia. I dati dell’area in uscita domani e venerdì, rispettivamente produzione industriale e seconda stima del Pil, non dovrebbero offrire sorprese rispetto alle indicazioni preliminari: se così fosse, è probabile che l’euro andrà a consolidare la propria posizione nello stesso range.

A questo punto, non ci rimane che attendere la prossima settimana. In questi giorni non sembrano infatti esserci sufficienti spunti per poter orientare il cambio valutario dell’euro o del dollaro, complice il clima di attesa che si è venuto a creare, e l’assenza di spunti macro economici. Dalla prossima settimana dovrebbero invece esserci più spunti operativi per poter influenzare il tasso di cambio e, di conseguenza, le strategie da assumere per il conseguente trading.

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