Dove investire dopo l’avvio del Quantitative Easing

Come era ampiamente prevedibile, la Bce di Mario Draghi ha varato la sua nuova strategia di Quantitative Easing, un’iniziativa ultra espansiva che dovrebbe inondare di nuova liquidità il mercato bancario, generando – a parità di altre condizioni – un potenziale effetto positivo su tutto il mercato azionario. Ma cosa accadrà nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi? Dove indirizzare le proprie preferenze di investimento?

Secondo quanto riportava un’analisi di Goldman Sachs in tal proposito, l’introduzione del Qe andrà a moderare il rischio di deflazione, spingendo il premio al rischio verso il basso (da alte soglie) e di conseguenza i multipli futuri dell’azionario. Il trend positivo delle azioni potrebbe inoltre essere sostenuto dal miglioramento delle aspettative di crescita dell’Eurozona per l’euro debole, proseguono gli esperti di Gs. A sostenere la crescita anche il basso prezzo del greggio.

Ecco su quali azioni puntare nel 2015: i consigli degli esperti

Ma su quali azioni portebbe convenire un investimento? Sempre secondo gli esperti di Gs, le azioni individuate sarebbero Atlantia, Mediaset, Hera, Intesa Sanpaolo, Salvatore Ferragamo, Azimut holding, Beni stabili, Yoox, Anima Holding. Fuori dal listino italiano sono comunque citate altre facili prede come Daimler, Norsk Hydro, Icade, Eiffage, Bae systems, Enagas, Bbva, Philips, Burberry, Altice, Erste group bank, St.James’s place, Christian Dior, Intercontinental hotels group, Bhp Billiton, Anheuser-Busch Inbev, Prudential e Sodexo.

Citigroup pare invece puntare attenzione soprattutto sul settore bancario, spiegando come il Qe annunciato dalla Bce andrà a favore delle banche europee, considerato che permetterà loro di poter avere un miglioramento dei costi. Oltre ai bancari, gli esperti dell’istituto hanno indicato anche titoli ciclici e favorevolmente esposti all’indebolimento dell’euro.

A puntare qualche “scommessa” è anche Mediobanca securities, che conferma la propria visione pro-periferia tra i bancari: Unicredit, Societe generale, Bbva, Banco popolare. Tra i Paesi periferici preferiti, è proprio l’Italia ad essere in cima alla lista: non è un caso che nel listino di Piazza Affari vengano puntate con particolare insistenza delle prede come Fca, Luxottica, Campari, Autogrill, Amplifon, Saras, Luxottica, Ferragamo (gli ultimi due, anche per la loro forte propensione all’export).

Icbpi punta infine sui titoli del risparmio gestito, ritenendo che l’avvio delle misure di allentamento monetario da parte della Bce, con conseguenti pressioni al ribasso sui rendimenti dei titoli di Stato e sulle obbligazioni bancarie e corporate, sia positivo proprio per il cluster di società di gestione del risparmio.

Da quel momento la crescita dell’oro si è arrestata ed il prezzo è iniziato a calare inesorabilmente registrando la peggiore performance degli ultimi anni. Adesso però, le previsioni degli esperti dicono che potrebbe essere tornato il nuovo momento per investire sull’oro grazie alla possibilità che lo stesso possa crescere del 30% nel prossimo 2015.

Conviene ancora investire sull’oro?

Secondo molti esperti, questo potrebbe essere il miglior periodo per tornare ad acquistare oro. Dopo un lungo periodo in cui i prezzi non presentavano alcuna forma di flessione, grazie anhe alla speculazione e alla forte domanda, il prezzo dell’oro raggiungeva la cifra record di 1915 dollari l’oncia nel settebre del 2011.

 

Naturalmente, prendete con le dovute accortezze le intuizioni di cui sopra, e investite sempre seguendo le consuete regole della diversificazione del vostro patrimonio, e del vostro portafoglio titoli.

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