Euro: BCE più accomodante, ma guai a eccedere con il relax

L’ultima riunione della Banca Centrale Europea si è conclusa – come da attese – senza alcuna sostanziale novità sulle misura di politica monetaria. In particolare, l’istituto banchiere ritiene che una ripresa moderata della zona euro sia ancora in atto e valuta ancora possibile un ritorno dell’inflazione verso il 2% alla fine dell’orizzonte di previsione.

Naturalmente, considerato lo scenario in cui opera, la stessa BCE si è poi espressa in modo più cauta sui rischi per lo scenario. Pertanto, mentre nel comunicato di giugno era stato indicato che “i rischi erano più bilanciati anche se ancora verso il basso” a luglio si legge che ”i rischi verso il basso sono stati arginati dalle misure di politica monetaria”.

In aggiunta a un nuovo atteggiamento più accomodante, il comunicato ha ribadito che gli acquisti nell’ambito dell’EAPP andranno avanti almeno fino a settembre 2016 ma, rispetto a giugno, aggiunge indicando che “in caso di inasprimento indesiderato della politica monetaria, o se le prospettive per la stabilità dei prezzi dovessero cambiare significativamente, il Consiglio direttivo risponderebbe, utilizzando tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del suo mandato”.

La conferenza stampa a margine si è poi contraddistinta principalmente sul tema della Grecia, con Mario Draghi che ha comunicato che la BCE ha concesso un aumento dell’ELA alle banche greche di 900 milioni per una settimana e non ha rivisto i margini di garanzia, a differenza della scorsa settimana.

Ulteriormente, Draghi ha poi indicato che sulla base dei parametri standard le banche greche sono solvibili, e che il processo di valutazione delle garanzie non è statico. In proposito, gli analisti ricordano come la conclusione dell’accordo preliminare, secondo Draghi, migliora l’adeguatezza delle garanzie delle banche greche dal momento che cambia le prospettive per il debito sovrano. Per quanto concerne l’ultimo incremento dell’ELA, di cui sopra, lo stesso risulterebbe essere giustificato dall’approvazione del Parlamento greco delle azioni prioritarie indicate dall’Eurogruppo.

Sancito quanto sopra, Mario Draghi ha poi indirettamente dichiarato alla stampa che i controlli di capitale rimarranno per il momento in essere nei termini precedentemente noti, e che la decisione di introdurre e sollevare i controlli spetta al Governo centrale: tuttavia, ha poi proseguito il numero 1 dell’Eurotower, la BCE valuterà insieme alla Banca di Grecia il fabbisogno di liquidità del paese ed il rischio che si verifichi una corsa ai depositi in caso di sospensione prematura dei controlli.

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