Euro – dollaro, ecco perchè presto la valuta europea subirà un calo

L’euro ha recentemente rinvigorito la propria forza. Merito, come risulta essere molto evidente dall’analisi fondamentale, di uno scarso sviluppo del mercato del lavoro a stelle e strisce, che ha fatto sollevare ben più di qualche dubbio agli osservatori internazionali circa la possibilità che la crescita americana possa rispettare gli auspici che erano stati precedentemente proiettati.

Tuttavia, guai a pensare che l’euro volerà su tali livelli ancora a lungo. Ad essere convinti che molto presto la valuta americana subirà una flessione di rilievo è infatti Nomura, secondo cui sarebbero tre le motivazioni principali che spingeranno la valuta unica europea al ribasso. Quali sono?

La prima è certamente relativa all’evidenza che, quando la propensione al rischio migliora, l’euro inizia a scendere. Solamente di recente la valuta unica è infatti divenuto un bene rifugio, e la correlazione tra le borse europee e l’euro è di sicuro negativa. Sotto tale profilo, è facilmente spiegabile come la debolezza dei dati Usa (e altri fattori) abbiano accresciuto l’avversione al rischio e, di contro, apprezzato l’euro. I fattori di cui sopra sono tuttavia transitori, e dunque presto la tendenza dovrebbe invertirsi.

Il secondo motivo è che l’euro è oggi al di sopra del suo fair value rispetto allo spread sui tassi reali. Un fattore che non solamente limita il rialzo del cambio euro – dollari, ma può spingere al ribasso la moneta unica.

Un terzo motivo è infine che l’euro potrebbe soffrire dell’esborso della Banca Centrale Europea per le nuove aste Tltro con inizio a giugno. Anche se intorno al programma c’è mota incertezza (il che suggerisce, infondo, che il mercato non sembra aver valutato congruamente l’evento), è chiaro che le spese per l’istituto banchiere centrale europeo aumenteranno. Già in passato, nelle occasioni in cui il bilancio della BCE si è ampliato più velocemente rispetto a quello della Federal Reserve, il cambio tra euro e dollaro ha iniziato a scendere.

Naturalmente, quanto sopra – molto condivisibile – può essere suscettibile di particolari slittamenti nel tempo. Soprattutto ora che, in buona evidenza, la data presunta di nuovi ritocco al rialzo dei tassi di interesse di riferimento da parte della Federal Reserve sembra essersi spostata nuovamente in avanti e, forse, direttamente all’inizio del prossimo anno…

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