Forex USD, e se la parità con l’euro divenisse realtà?

Per il momento non è tra le ipotesi di breve termine più probabile, ma alcune banche d’affari non hanno certamente rinunciato alla possibilità di sperimentare positivamente la parità di cambio tra dollaro ed euro. Tra queste appare certamente Goldman Sachs, che in un suo ultimo report ha affermato d vedere ancora possibile, o probabile, la parità uno a uno del cambio eurodollaro tra sei mesi, per poi scendere a 0,95 tra 12 mesi e a 0,8 nel 2017.

Più prudente, ma solo parzialmente, è Morgan Stanley: la banca americana stima infatti che la valuta unica scenda a 1,03 dollari nel terzo trimestre del 2016. L’istituto Credit Suisse individua invece un intervallo più prudenziale, che sembra comunque ricalcare il trend noto: Credit Suisse scommette infatti che tra un anno l’euro varrà tra 0,98 e 1,02 dollari.

Al di là dell’attendibilità o meno di tali stime – che non potrà che essere verificata nei prossimi mesi – quel che sembra sicuro è che il biglietto verde non è mai stato così comprato da 30 anni a questa parte, sulla scia dell’evidenza, più volte ripetuta su queste pagine, che le probabilità che la Fed nella sua riunione del 15 e 16 dicembre alzi i tassi crescano ancora nei prossimi giorni.

D’altronde, sebbene nei giorni scorsi il presidente Janet Yellen è rimasta sul vago in merito, i dati macro sembrano supportare la rottura di qualsiasi indugio e, dunque, la fruizione dell’ultima occasione utile dell’anno per poter dare il via a una nuova stagione di rialzo dei tassi di interesse di riferimento. Ricordiamo in proposito come l’ultimo aumento dei Fed Funds risalga al giugno 2006 e che da allora la Fed li ha tagliati dieci volte, l’ultima delle quali nel dicembre 2008, tre mesi dopo il fallimento di Lehman Brothers, quando li ha abbassati dall’1% allo 0-0,25%.

Naturalmente, ora la situazione economica appare ben diversa: la ripresa economica del territorio a stelle e strisce sembra consolidata. Dunque, salvo sgradite sorprese, i mercati finanziari si stanno finalmente apprestando ad accogliere gli effetti del rialzo dei tassi Fed: un rialzo che dovrebbe materializzarsi tra il 15 e il 16 dicembre, e che potrebbe comunque essere dichiarato – in maniera ovviamente ufficiosa – nei giorni precedenti da parte di qualche affermazione dei membri del FOMC. Staremo a vedere, ma le prospettive sembrano essere sempre più certe.

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