Forza del cambio, fragilità dell’economia Giordana

I protagonisti dell’economia e della finanza sono sempre stati rappresentati da attori come l’Europa, gli Usa. Poco spazio si è dedicato all’economia del golfo ed ancora di meno ad altre realtà, pressappoco sconosciute, salvo la cronaca di attualità.

Vediamo un’economia in cui la valuta ufficiale sul mercato dei cambi (e dobbiamo  imparare a distinguere tra mercato ufficiale e mercato nero) è arrivata a valere, a livello nominale (non si sta parlando di parità del potere di acquisto), più dell’Euro, soprattutto ora che quest’ultimo si sta indebolendo.

Ci stiamo riferendo al Dinaro Giordano (JOD) che nella seduta di oggi (20/05/2014) si è apprezzato ulteriormente rispetto all’Euro (case study: Giordania), arrivando a quotare 1,03049 euro contro 1 unità di valuta locale. Avete capito bene? Ci vuole più di 1 euro per ottenere 1 Dinaro Giordano, almeno sul mercato dei cambi.

A questo punto, occupiamoci delle caratteristiche di tale economia-paese che, malgrado l’ancoraggio del sistema dei cambi, è estremamente fragile. Come dire: quando per investire sul forex, ci si vuol basare solo sui fondamentali per desumere il rafforzamento o l’indebolimento relativo di una valuta, si tratta solo di un’approssimazione, a margine di errore. Certezze non esistono e chi ve le dà non è totalmente onesto.

Perché si investe sempre sull’Eurodollaro (case study:Giordania) o su attività denominate in valuta “forte”e dove non vi siano fragilità eccessive dell’economia paese che siano alla base della debolezza del potere d’acquisto? Appunto, per tutelare il valore reale del portafoglio.

La Giordania. Tutto dipende dal turismo e dagli aiuti amici

L’economia del Golfo è diventata la protagonista. Non pochi sono i trafiletti in cui viene menzionato come, grazie alla ri-destinazione delle entrate da esportazione di materie prime (in particolare, risorse petrolifere), possa giungere ad essere la prima economia.

Ha cambiato tattica e sceglie di far ri-circolare la ricchezza attraverso alcune aree strategiche. E’ l’economia del golfo, infatti, che destina grossi capitali al sostegno della Giordania, si occupa dell’occupazione delle risorse lavoro libere e sostiene il turismo. Il capitale passa sottoforma di vere e proprie donazioni, come se si trattasse di un paese fulcro, fuoriuscendo dall’economia formale del debito.

Basti pensare che solo il 10% del Pil della Giordania non è dovuto alla parte commerciale (che è in consistente deficit), bensì all’economia domestica. Di cosa si occupa tale paese? Dell’export di fulcro verso Turchia (di cui si è sentito più spesso parlare nel contesto forex. Non pochi quelli che si sono rivolti alle aree emergenti, rischiando che la volatilità del cambio, il deprezzamento ed il ridotto potere d’acquisto vanifichino il rendimento dell’investimento. Lira turca, in primo piano), Libano, Iraq.

L’economia è come un paravento in cui le relazioni internazionali sono alla base dei rapporti di forza. Anche l’Italia si è impegnata nel cercare nuovi partner commerciali, sostituendoli alla Russia. Ha pensato all’Olanda, all’Algeria ed alla Libia.

Ben ha pensato la Giordania che neanche può contare sull’industria manifatturiera e tanto meno su quella estrattiva, di sviluppare il settore dei servizi. Insomma, è diventata un po’ il nodo degli affari di ordine commerciale, finanziario, immobiliare. Ha cercato di indirizzare gli aiuti allo sviluppo delle infrastrutture e dei trasporti, considerando che le maggiori entrate provengono dal turismo.

Se non fosse per gli aiuti dei Paesi amici, l’economia giordana sarebbe già finita sotto l’egida del Fmi, in quanto molte politiche interne vogliono assicurare livelli di vita accettabili, nel mantenimento di servizi pubblici. Un esempio lampante è il caso dell’energia dove le tariffe sono inferiori rispetto a quelle che dovrebbero essere applicate in Giordania. Il paese è costretto a ricorrere all’emissione di titoli di debito per finanziarsi. Questione delle tariffe e del libero mercato molto importante. Il libero mercato è, infatti, un’arma a doppio taglio. Ad esempio, in Italia già si sta parlando di nuove tariffe del gas a partire da giugno 2014 a cui si può aderire, non progressive ma fisse, che renderebbero più conveniente l’installazione di pompe di calore.

Gli Usa, nell’epoca del tapering, hanno consentito all’economia Giordana di finanziarsi attraverso un Eurobond garantito dall’economia americana. Ma un cambio di guardia alla politica degli aiuti sembra ora darlo l’economia del golfo.

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