Investimento sull’acciaio, opinioni contrastanti sull’aumento dei consumi

Duro scambio di valutazioni in merito all’andamento dei consumi dell’acciaio. La Cina ha infatti seccamente smentito le opinioni di Rio Tinto, secondo cui nel Paese asiatico la produzione di acciaio raggiungerà un miliardo di tonnellate entro il 2030. Per il governo cinese, infatti, un rallentamento della domanda da parte del settore delle infrastrutture limiterà fortemente la produzione per i prossimi 15 anni.

Rio Tinto, invece, in concomitanza con la pubblicazione dei dati semestrali, aveva dichiarato agli investitori di continuare a basarsi sulle proprie stime interne, secondo cui la produzione siderurgica della Repubblica popolare cinese avrebbe toccato quota un miliardo di tonnellate entro il 2030, nonostante i ripetuti segnali di indebolimento avvertiti negli ultimi 18 mesi. La stima è stata poi confermata dal chief executive officer della società, Sam Walsh, presupponendo una crescita dell’1% media annua nei prossimi 15 anni.

Il dato di cui sopra ha tuttavia trovato un muro valutativo da Li Xinchuang, il presidente della China Metallurgical Industry Planning Association, secondo cui non vi sarebbero sostanziali dati in grado di sostenere le previsioni di Rio Tinto. Il presidente ha inoltre spiegato che la Cina ha raggiunto il picco della domanda di acciaio nel corso del 2014, e che da oggi in poi la produzione siderurgica farà fatica a superare il livello di 800 milioni di tonnellate annue, ben lontane dunque dal miliardo stimato da Rio Tinto.

“C’è un costante declino della domanda” – ha spiegato in tal proposito Li – “e un diffuso pessimismo sul settore. Quindi non vedo come si possa raggiungere il livello indicato da Rio“. Più probabile, secondo i dati dell’istituto cinese – che il governo del Paese asiatico utilizza per poter stilare un piano quinquennale – il consumo locale di acciaio è già calato del 4% nella prima metà del 2015. Attualmente l’output di acciaio è di 820 milioni di tonnellate, per un volume che dovrebbe calare ancora a 800 milioni entro fine anno.

Il prezzo dei minerali ferrosi spediti in Cina – aggiunge inoltre il quotidiano economico finanziario Il Sole 24 Ore – è calato di oltre il 45% nel primo semestre rispetto allo stesso periodo del 2014, raggiungendo un minimo degli ultimi sei anni a 44,59 dollari a tonnellata lo scorso 9 luglio. I profitti della divisione iron di Rio – che rappresentano l’85% degli utili totali – sono calati del 55% a 1,2 miliardi di dollari, dai 4,6 miliardi dello stesso periodo del 2014.

Nel corso delle prossime settimane, effettueremo ulteriore previsioni sull’andamento dell’asset: continuate a seguirci!

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