Investire in Giappone, tra crescita probabile e difficile ritorno all’inflazione

L’economia giapponese torna in territorio di crescita moderata, dopo la breve recessione del 2014. Il 1° trimestre 2015 ha infatti segnato un aumento di 0,6% t/t, dopo +0,3% t/t a fine 2014. Le indicazioni congiunturali più recenti sono d’altronde piuttosto incoraggianti e l’ampio stimolo monetario dovrebbe sostenere l’attuale fase di reflazione. Ma cosa accadrà in futuro?

La previsione a breve termine è che dal trimestre in corso in poi si registri una graduale riaccelerazione, sulla scia dei consumi e degli investimenti più solidi, e di ripresa delle esportazioni. Nel corso del 2015 la crescita dovrebbe essere in ripresa, abbandonando il calo di 0,1% nel 2014, con una variazione annua di 0,8%, seguita nel 2016 da un’accelerazione (previsione: +1,8%), in parte di nuovo dovuta a distorsioni fiscali.

Nel mese di aprile 2017 verrà inoltre attuato il secondo rialzo dell’imposta sui consumi (che passerà dall’8% al 10%) e già verso la fine del 2016 vi saranno delle spinte sulla domanda domestica. Tutto bene? Quasi, perchè tra gli elementi di rischio maggiori spicca quello legato all’elevato contributo delle scorte (+0,5pp), che potrebbe pesare sulla dinamica dell’output in primavera. Per ora, però, le proiezioni del METI e le informazioni dalle indagini sono in linea con una crescita modestamente positiva. Anche la BoJ ha rivisto verso l’alto la valutazione dello scenario economico.

Di interesse risulta essere l’evidenza che nel corso del 2014 la crescita è stata guidata dai consumi, in incremento dello 0,4% t/t nel 1 trimestre 2015, grazie a un buon andamento del mercato del lavoro. Il tasso di disoccupazione è sceso ancora, con una flessione che dal 3,4% di marzo è stata condotta al 3,3% di aprile. Il costante aumento di posizioni aperte a fronte di un trend sempre in calo della forza lavoro (anche se su ritmi più contenuti rispetto a quanto visto nel 2014) mantiene il mercato del lavoro in una situazione di eccesso di domanda.

Ancora, unitamente al continuo aumento degli occupati, si registra finalmente una ripresa significativa dei salari orari e delle retribuzioni, con la flessione dei prezzi dell’energia e la fine degli effetti del rialzo dell’imposta sui consumi che contribuiscono a determinare un trend positivo per i salari reali. I consumi privati continueranno a sostenere la crescita nel 2015 (0,5%).

Lo scenario 2016 sarà ancora volatile, a causa della seconda tranche – già ricordata – del rialzo dell’imposta sui consumi, pianificata per il mese di aprile del 2017.

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