Opzione call, un esempio di funzionamento

Nel corso degli ultimi mesi abbiamo parlato in maniera piuttosto approfondita di opzioni binarie, e ci siamo rapportati a tale strumento in maniera dedicata. Ebbene, è giunto il momento di effettuare un concreto esempio sul funzionamento delle opzioni call, realizzando dunque una fattispecie pratica di esercizio o non esercizio della stessa.

Esempio opzione call

I nostri lettori più assidui ben sanno che l’opzione call è un diritto (non obbligo) di acquistare un asset a un determinato prezzo stabilito precontrattualmente, entro (o a) una data stabilita, dietro pagamento del premio. Trattandosi di un’opzione che ci permette di acquistare, è intuibile comprendere come le nostre aspettative siano essenzialmente bullish (cioè, rialziste). Facciamo un esempio.

Ipotizziamo di avere nel mirino le azioni ALFA, che oggi quotano a 13 euro. Sulle azioni ALFA abbiamo delle aspettative rialzista e, a tal fine, acquistiamo delle opzioni call con uno strike price (cioè, il prezzo di esercizio) a 14 euro, con scadenza tra 10 giorni. Per l’acquisto della suddetta call paghiamo un premio (il costo dell’opzione) di 0,10 euro. Considerato che vogliamo fornirci il diritto di acquisto di 100 azioni ALFA, il premio complessivamente pagato sarà pari a 0,10 euro x 100 = 10 euro.

A questo punto, allo scadere dei 10 giorni dovremo dare un’occhiata al valore del titolo. Se questo è salito a quota 15 euro, potremo avere convenienza a esercitare l’opzione: se infatti è vero che il valore del titolo è pari a 15 euro, è altrettanto vero che abbiamo tra le mani un contratto che ci permette di acquistare il titolo a 14 euro, un valore inferiore rispetto a quello di mercato. Dunque, possiamo scegliere di esercitare l’opzione, o vendere la stessa (la quale, intanto, si sarà apprezzata in misura considerevole).

Ma cosa accade se invece il titolo è sceso? In questo caso, come risulta facilmente intuibile, avremo perso i 10 euro spesi a titolo di premio per le opzioni sulle 100 azioni ALFA. Concretamente, potremo scegliere di vendere in perdita prima della scadenza dell’opzione o, alternativamente, mantenersi sul mercato nei limiti della scadenza e, dunque, sperare in una sorta di inversione di tendenza finale.

La scelta dipenderà dal nostro posizionamento rispetto al punto di pareggio, o breakeven point. Sostanzialmente, per una call il punto di pareggio è pari alla sommatoria tra lo strike price e il premio. Nei prossimi giorni affronteremo invece un concreto esempio sulle opzioni put.

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