Opzione put, un esempio di funzionamento

Nel corso degli ultimi giorni abbiamo visto brevemente quale sia il funzionamento dell’opzione call: un esempio pratico nel quale abbiamo compreso quali siano i meccanismi di convenienza (o meno) nell’esercizio del diritto conferito dalla titolarità della call. Ma come funziona l’operazione put? Ecco un chiaro esempio di funzionamento che vi toglierà gli ultimi dubbi!

Come funziona l’opzione put

Iniziamo con il ricordare che l’opzione put è un’opzione che permette al suo possessore di poter esercitare il diritto (non l’obbligo!) di vendere un determinato titolo, a un determinato prezzo (lo strike price, o prezzo d’esercizio) entro o a una data stabilita, dietro il pagamento di un corrispettivo premio. Stando a tale premessa, ne consegue che l’investitore che acquista un’opzione put non potrà che avere delle aspettative meramente bearish.

Detto ciò, facciamo un esempio pratico. Ipotizziamo che l’oggetto del nostro desiderio sia l’azione AAA, che attualmente quota a 10,50 euro. Abbiamo tuttavia delle prospettive ribassiste, e decidiamo allora di acquistare un’opzione put che abbia uno strike price a 10 euro, con scadenza a fine mese. Il premio che pagheremo sarà pari a 0,10 euro per ogni singola azione. Considerato che vogliamo entrare in possesso del diritto di transare 100 azioni, il costo di acquisto delle opzioni put sarà pari a 10 euro (0,10 euro x 100).

Dopo qualche giorno, in prossimità della scadenza, il titolo crolla a quota 9,50 euro. Considerato che l’azione è crollata al di sotto dello strike price, la mia opzione put acquisisce valore, e si apprezza da 0,10 euro a 0,20 euro. Vendendo l’opzione put otterremo un ricavo di 20 euro, a fronte di un capitale investito pari a 10 euro. Riusciremo pertanto a chiudere l’investimento con un profitto netto di 10 euro.

E nel caso in cui il corso del titolo fosse stato crescente? In questo caso, occorre agire in maniera simile a quanto abbiamo già visto per le opzioni call. Potremo pertanto vendere limitando il più possibile le perdite, oppure tenere il tutto nella speranza che entro la data di scadenza avvenga una meritata controtendenza delle quotazioni del titolo.

Ricordiamo infine che il breakeven point, ovvero il punto nel quale è indifferente esercitare o meno l’opzione, sarà determinata dal differenziale tra lo strike price e il premio. Sopra il breakeven point, nell’esempio che abbiamo appena fatto, si inizierà a guadagnare. Sotto il breakeven point avremo invece una posizione di perdita.

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