Petrolio, scorte nuovamente in rialzo (DOE)

I dati di ieri, comunicati dallo US Department of Energy (DOE), affermano come la scorsa settimana le scorte totali di petrolio greggio statunitense siano aumentate di 3,07 milioni di barili a 461,00 milioni di barili (+0,7% su base semestrale e +27,5% su base annua), contro stime di consenso che prevedevano un aumento di 2,51 milioni di barili. A Cushing, le scorte sono aumentate di 0,10 milioni di barili a 53,07 milioni di barili (+0,2% su base semestrale e +180,4% su base annua). La produzione è cresciuta di 76 mila barili a 9,17 milioni di barili /g, +0,8% su base semestrale e +3,3% su base annua.

Ancora, le scorte di distillati sono diminuite di 2,46 milioni di barili a 149,15 milioni di barili, mentre quelle di benzina sono cresciute di 1,91 milioni di barili a 223,92 milioni di barili. Nelle ultime quattro settimane, la domanda di carburanti è stata 9,04 milioni di barili /g (+4,0% su base annua) mentre l’offerta complessiva è stata di 19,29 milioni di barili /g (-0,2% su base annua).

Sempre in ambito oil, si rileva come il governo norvegese, al fine di compensare le minori entrate dovute ai bassi prezzi del petrolio greggio ed alle difficoltà in cui si trovano le principali compagnie petrolifere locali, ha comunicato che attingerà al fondo sovrano del paese, dal valore di 820 miliardi di dollari.

Uscendo dai confini europei, e recandoci nella macro area medio – orientale, si sottolinea altresì che – come anticipato e cavalcato da alcuni rumors riportati dalla stampa internazionale – anche il governo di Abu Dhabi sarebbe pronto a riformulare la sue partecipazioni alle principali compagnie petrolifere del paese al fine di evitare che il persistente basso prezzo del greggio metta in tensione le finanze domestiche. Fra le varie ipotesi formulate, ricordano gli analisti ISP, in concerto con un gruppo di maggiori istituzioni finanziarie internazionali, vi sarebbe la cessione di parte delle partecipazioni alle suddette compagnie o la vendita di asset delle medesime.

Infine, a completamento del quadro globale sull’andamento della produzione e del commercio di petrolio, si ribadisce che, stando a quanto dichiarato a Londra dai rappresentanti del governo iraniano, l’Iran potrebbe consentire presto alle maggiori compagnie petrolifere multinazionali di opzionare parte delle riserve di greggio del paese, al fine di progetti futuri di estrazione.

Continueremo a tenere sotto controllo l’evoluzione dello scenario.

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