Prodotti agricoli, timori di eccesso di offerta penalizzeranno il 2017

Gli elementi alla base della debolezza del comparto dei prodotti agricoli, già in buona vista per tutto lo scorso esercizio, sono rimasti immutati anche sul finale di 2016, portando ad una performance annuale negativa pari a -5,4 per cento. Le buone condizioni meteo generalizzate stanno ancora supportando una forte produzione cerealicola, l’accumulo di riserve e prospettive di rialzo dei prezzi, nel 2017, molto contenute.

Anche sul 2017 è probabile che verrà meno il supporto alle quotazioni dato dal deprezzamento del dollaro statunitense, che ha solo marginalmente favorito gli Agricoli: la Federal Reserve ha rafforzato l’ipotesi di rialzo dei tassi l’anno prossimo, mutando le prospettive da 2 a 3 rialzi del costo del denaro, con la conseguente rivalutazione della moneta USA, già iniziata dopo l’elezione di Trump a Presidente degli Stati Uniti.

Per quanto concerne l’evoluzione dei valori di mercato, l’indice dei prezzi alimentari della FAO è un paniere ponderato su base commerciale che misura i prezzi di cinque principali commodity alimentari a livello mondiale. L’indice ha registrato nel mese di novembre una media di 171,3 punti, scendendo dello 0,43 per cento rispetto al mese precedente ma salendo del 10,4 per cento anno su anno, primo aumento (inatteso) dopo tre ribassi consecutivi. L’indice dei cereali di base è risultato in diminuzione, dopo il rialzo registrato a ottobre. Il calo su base mensile dell’indice FAO in novembre è dovuto principalmente alla flessione dei prezzi dei cereali e, soprattutto, dello zucchero: quest’ultimo proprio a ottobre era salito molto, spingendo verso l’alto l’indice generale.

Sempre in novembre, l’indice FAO dei prezzi dello zucchero è sceso del -8,95 per cento, dopo una parziale smentita sulle possibili contrazioni della produzione nella regione centro-meridionale del Brasile e nello stato del Maharashtra in India, che avevano appunto inizialmente spinto al rialzo i prezzi lo scorso mese. Infine, il dato aggiornato sull’offerta e la domanda di cereali (Cereal Supply and Demand Brief), esprime un giudizio soddisfacente circa le stime di raccolto 2017 a livello globale (+2,6 milioni di tonnellate, a 749,3 milioni di tonnellate); a ciò si somma una previsione di scorte robuste (238,5 milioni di tonnellate, +3,3 milioni), che hanno spinto gli analisti FAO a prevedere prezzi piuttosto contenuti per il frumento il prossimo anno. Non solo la messa a coltura di grano è in aumento negli Stati Uniti, Russia, Ucraina, India e Pakistan, ma proprio in Russia e Ucraina la produzione è attesa in forte aumento.

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