Sterlina, finalmente pubblicato il report sul Brexit

Il Tesoro britannico ha finalmente pubblicato l’atteso report sugli effetti di un’eventuale uscita dall’UE, sostenendo che nell’ipotesi di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, lo stesso Regno Unito sarebbe “permanentemente più povero”: il costo stimato dell’evento sarebbe di 4300 sterline l’anno per ogni famiglia.

Più nel dettaglio, il report ha formulato un’ipotesi migliore, ovvero di accordi bilaterali modello Canada, affermando che in tale scenario il nuovo regime costerebbe almeno 1800 sterline l’anno a persona dopo 15 anni, e la crescita del Pil sarebbe del 6,2% più bassa. Non solo: il report afferma che uscendo dall’UE, vi sarebbe un significativo calo delle entrate fiscali, decisamente superiore a quanto si risparmierebbe eliminando i contributi al bilancio UE. La conseguenza sarebbe pertanto un pesante aumento delle imposte o ampi tagli nella spesa pubblica.

Ancora, il report comunica – sanciscono gli analisti ISP – che l’economia britannica diventerebbe meno aperta, poiché diminuirebbero sia gli scambi commerciali sia gli investimenti (ad oggi il 75% degli investitori esteri cita l’accesso al mercato unico come fattore importante nella scelta di investire nel Regno Unito). A conferma di ciò, si stima anche che 3,3 milioni di posti di lavoro sono collegati alle esportazioni dal Regno Unito. Una volta che le nuove condizioni degli accordi attualmente in essere saranno entrate in vigore, più dell’80% degli scambi saranno con l’UE o attraverso accordi di libero scambio dell’UE. Ancora, i Paesi restanti dell’UE non avrebbero alcun incentivo, né sarebbe nel loro interesse, a trovare un accordo migliore con il Regno Unito.

Per il momento la sterlina non sembra essere stata penalizzata dalla pubblicazione del rapporto, proseguendo anzi il recupero intrapreso venerdì. Tuttavia, sarà ora importante seguire i sondaggi sulle intenzioni di voto per verificare se dopo il report del Tesoro le preferenze si modifichino. Il sondaggio più recente, condotto da Orb/Telegraph, pubblicato poche ore fa, continua a mostrare un aumento delle preferenze a favore di restare nell’UE, con un margine di vantaggio che sale da 7% a 9%. I “remain” salgono in particolar modo al 52% e i “leave” scendono a 43%, mentre nell’indagine precedente erano rispettivamente 51% e 44%. Altri sondaggi, pubblicati precedentemente, forniscono dei dati contrastanti, con i remain molto più in vantaggio e, per altre osservazioni – relative tuttavia ai giorni immediatamente successivi agli attentati di Bruxelles – una sostanziale parità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*
*
Website