Sterlina, lieve passo indietro nel post-FOMC

La Federal Reserve ha scelto di non alzare i tassi di interesse di riferimento, e a beneficiarne è stato il dollaro USA. Una valutazione facilmente confermata da quanto abbiamo avuto modo di vedere nei vari cross con le principali valute del paniere degli investitori, e che risulta essere ben supportata dall’impressione dei futuri comportamenti delle istituzioni monetarie di principale riferimento.

Il rafforzamento del dollaro è stato inoltre favorito da una chiara presa di posizione da parte del massimo comitato di politica monetaria, con la Fed che ha sostanzialmente preannunciato (ma la Yellen avrà un’ulteriore occasione di ribadirlo, a novembre, in una opportunità pubblica) di essere in procinto di variare la stagione del rialzo dei tassi nella sessione di metà dicembre, salvo sconvolgimenti sul fronte macroeconomico (leggasi: dati molto deludenti sul fronte dell’occupazione e dell’inflazione).

Se tuttavia il dollaro, in seguito agli avvenimenti di cui sopra, si è rafforzato decisamente contro euro, lo stesso non è avvenuto – o meglio non è avvenuto con la stessa incisività – nei confronti della sterlina. In altre parole, sul FOMC di pochi giorni fa è sì scesa anche la sterlina, ma lo ha fatto decisamente meno dell’euro, rispetto al quale si è infatti apprezzata significativamente passando da 0,7240 a 0,7140 EUR/GBP nelle ore successive all’annuncio. Nello stesso frangente, l’arretramento contro il dollaro USA è stato modesto, con passaggio da 1,53 a 1,52 GBP/USD. Ma per quali motivi?

Il comportamento della sterlina può essere facilmente ricondotto alla prospettiva che prima alza la Fed e prima potrà farlo anche la Bank of England. E considerato che la Federal Reserve ha di fatto preannunciato il rialzo a dicembre, significa che a inizio del 2016 (primo trimestre?) la BoE potrebbe muoversi nella stessa direzione.

In attesa di saperne di più, gli analisti ISP hanno rivisto al ribasso la proiezione a 1 mese del cambio, con passaggio da 1,55 a 1,51 GBP/USD sull’aumentata probabilità che la Fed alzi a dicembre, e al rialzo da 1,52 a 1,55 GBP/USD la proiezione a 3 mesi, nell’ipotesi che con un lag di un trimestre circa la BoE faccia altrettanto.

Per avere maggiori dettagli bisognerà però attendere la prossima riunione della Bank of England, attualmente in programma per il prossimo 5 novembre, quando verrà pubblicato l’inflation report, con le nuove proiezioni di inflazione e crescita. La probabile revisione verso il basso dell’inflazione pone moderati rischi verso il basso sulla sterlina.

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