Yen nuovamente in apprezzamento, ecco cosa sta succedendo

Nel corso della scorsa settimana valutaria, i movimenti sicuramente più significativi si sono osservati sullo yen, con la valuta giapponese che ha avuto modo di apprezzarsi ampiamente, guadagnando quasi il 5% in pochi giorni nei confronti del dollaro statunitense. Ma cosa è accaduto?

Iniziamo con il ricordare che il recente rafforzamento dello yen sembra essere un po’ eccessivo rispetto al quadro macro in generale, e probabilmente riflette il protrarsi di un’elevata incertezza a livello globale. Considerato che nel corso del prossimo fine settimane verrà fornito un aggiornamento sul quadro internazionale con la pubblicazione dello scenario di primavera da parte del Fondo Monetario Internazionale, potrebbero esserci particolari novità sul fronte del posizionamento della valuta giapponese nei confronti delle principali controparti.

Intanto, proprio ieri Kuroda ha ripetuto che la Bank of Japan si rende disponibile a fronteggiare qualsiasi evento con ogni arma in possesso, non esitando dunque a fornire ulteriore stimolo se necessario. In aggiunta, Kuroda ha affermato che l’adozione di tassi negativi produrrà un effetto sull’economia e sui prezzi e che i mercati finanziari continuano a essere volatili, e che pertanto la Bank of Japan li monitorerà con attenzione per verificarne l’impatto sull’economia e sui prezzi. La probabilità di uno stimolo monetario addizionale alla riunione del 28 aprile è dunque ancora elevata, e l’apprezzamento dello yen dovrebbe avere vita breve.

Per quanto concerne i fattori esogeni, le altre valute stanno vivendo una situazione molto contrastata. Da una parte il dollaro sta vivendo un momento di debolezza relativa, stretto dalla morsa delle colombe e dagli atteggiamenti prudenziali della Federal Reserve, che sembra essere decisa a prolungare la sua pausa nella strada di rialzo dei tassi di interesse di riferimento. L’euro ne sta beneficiando con una parentesi di evidente forza che dovrebbe tuttavia essere in corso di cessazione entro qualche settimana.

La sterlina merita invece un discorso a parte: nell’area domina infatti ancora l’evento Brexit, e i sondaggi in corso di pubblicazione non sembrano poter fornire un utile supporto per cercare di comprendere che cosa accadrà nel referendum di giugno. Insomma, uno scenario particolarmente ricco di eventi, piuttosto eterogenei tra di loro, che riteniamo possa condizionare ancora per due mesi il mercato valutario, prima di svoltare in un mese di giugno ricchissimo di eventi.

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